Porto Ercole, 25enne disperso in mare: «Sono ad Ansedonia e sto bene», la telefonata dopo otto ore in acqua
Erano state imponenti le ricerche del 25enne dato per perso. Il ragazzo sarebbe stato circa 8 ore in mare percorrendo a nuoto poco meno di 4 miglia, la distanza, appunto, fra l’Isolotto e Ansedonia
«Mamma sono ad Ansedonia e sto bene. Mi dispiace per avervi fatto preoccupare». È finita con queste parole dette al telefono alla madre, la brutta avventura di un ragazzo romano di 25 anni disperso in mare che per tutto il pomeriggio di sabato fino a mezzanotte ha tenuto in apprensione la famiglia e per il quale erano state organizzate le ricerche per mare e con l’impiego degli elicotteri, a partire dall’Isolotto di Porto Ercole, dove il giovane si era tuffato.
Sotto il coordinamento del comandante della guardia costiera Luigi Buta in campo erano scesi i sommozzatori dei vigili del fuoco che hanno fatto immersioni per vedere se ragazzo si fosse sentito male e fosse caduto sul fondale. Sono stati impiegati due elicotteri, uno della capitaneria di porto e uno dei vigili del fuoco che si alternavano in ricognizione. Un avviso ai naviganti che passava ogni 10 minuti. Uomini della guardia costiera chiamati a presidiare la costa e il mare in cerca del disperso. Il venticinquenne poi si è fatto vivo verso mezzanotte: aveva raggiunto la costa di Ansedonia e una volta arrivato a terra aveva cercato qualcuno che gli potesse prestare un cellulare dal quale poi ha chiamato la madre.
Il ragazzo sarebbe stato circa 8 ore in mare percorrendo a nuoto poco meno di 4 miglia, la distanza, appunto, fra l’Isolotto e Ansedonia.
La capitaneria di porto cercherà, con l’aiuto del ragazzo e della famiglia, di ricostruire il susseguirsi degli eventi e, nei prossimi giorni, saranno fatti degli approfondimenti per verificare il suo racconto. In otto ore in acqua nessuno avrebbe visto il ragazzo, nemmeno gli elicotteri che lo stavano cercando, nemmeno le motovedette che hanno perlustrato in lungo e in largo quel tratto di mare anche tenendo conto del verso delle correnti. Non avrebbe incontrato nemmeno nessuna imbarcazione alla quale chiedere aiuto.
Il venticinquenne frequenta Porto Ercole con la famiglia che ha la barca ormeggiata alla catenaria: sabato era su un gommone insieme ai genitori, quando, verso le 16, ha messo pinne e maschera e si è tuffato in acqua per fare una nuotata di circa una mezz’ora. Almeno così pare avesse detto ai genitori. Una mezz’ora per fare dello snorkeling. Il giovane, però, non è più tornato al gommone.
I genitori hanno atteso fino a che, preoccupati, hanno dato l’allarme. Da quel momento è iniziata la corsa contro il tempo per trovare il ragazzo. Era necessario trovarlo prima che scendesse la notte e le ricerche diventassero impossibili. Il timore era anche che potesse essere colpito da qualche imbarcazione: a quell’ora in mare inizia il rientro delle barche uscite in mare verso il porto.
Per le ricerche erano stati allertati anche gli assistenti bagnanti visto che, essendo scirocco, la corrente portava verso la costa. Del giovane nessuna traccia. Il pensiero dei soccorritori non poteva non andare ad Anna Claudia Cartoni che lo scorso anno, il 23 luglio, dopo una collisione fra barche, cadde in mare e da allora non è stata più trovata.
Poi la telefonata che nessuno si sarebbe mai aspettato: il giovane che da un cellulare in prestito ha chiamato la mamma per rassicurarla, dopo otto ore in acqua. Dopo la telefonata, il giovane è stato recuperato e portato in ospedale per accertamenti.
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