Addio a Elio, il vogatore da record di Porto Santo Stefano
Aveva 76 anni, i funerali sono stati celebrati ieri. Ha scritto la storia del Palio
Le sue vogate infiammavano l’arena del Turchese. La sua simpatia era contagiosa. Porto Santo Stefano ha perso un pezzo della sua storia. Si è spento, all’età di 76 anni, Luciano (anche se il suo vero nome era Elio) Giovani, detto "Cicchetto".
Era nato il 6 gennaio 1947. La sua era la famiglia dei "Cicchetti": Luciano, Enzo e Michele hanno segnato, da vogatori, la storia del palio di Monte Argentario. «È stato uno dei grandi vogatori degli anni ’60-’70 del Palio marinaro dell’Argentario - ricorda Alessandro Solari, appassionato di Palio e creatore della pagina Facebook Totopalio - Era un uomo molto carismatico, simpatico, pronto alla battuta e allo scherzo. Ha vogato nei rioni Fortezza e Croce. Ha partecipato a 14 edizioni del Palio, ne ha vinti 4».
Luciano era del rione Pilarella ma non ha mai vogato per il suo rione di appartenenza. Alla notizia della sua morte tutti i rioni si sono stretti intorno alla famiglia esprimendo parole di cordoglio a dimostrazione della sua grandezza di uomo. Lui aveva il Palio nelle vene e quindi tutti i rioni gli hanno tributato un omaggio. «Il Rione Pilarella si stringe attorno la famiglia di Elio Luciano Giovani per la sua prematura scomparsa. Uomo di palio, fratello di Michele e Enzino, non ha mai partecipato alla gara con i nostri colori, se pur pilarellaio, gareggiando per la Croce e la Fortezza in 14 palii». Cordoglio è stato espresso anche dalla Fortezza che riportò alla vittoria dopo 8 anni, nel 1973: «Tutto il rione Fortezza si stringe intorno alla famiglia Giovani per la perdita del caro Luciano». «Il rione Croce ricorda con affetto Luciano e si stringe intorno alla famiglia». «Il rione Valle porge le più sentite condoglianze alla famiglia Giovani per la perdita del caro Luciano (Elio)».
Per tutti Luciano era una figura di riferimento. Un uomo buono, generoso e altruista. «Quando gli chiesi come si stava senza Palio, subito dopo il lockdown - aggiunge Solari - mi ricordo che disse che si stava male: che all’Argentario non c’era altro che il Palio e che era necessario disputarlo. Quindi per la gara di ritorno era entusiasta e felice di poter vedere nuovamente i guzzi in acqua. Di rivivere quelle sensazioni che solo il Palio gli sapeva dare perché per uno come lui vedere i ragazzi vogare era un momento unico ed emozionante».
«Era veramente un personaggio storico - dice il sindaco Arturo Cerulli - e credo che oggi, ogni rione, indipendentemente dai colori, abbia messo le sue bandiere a mezz’asta. Lui lo meritava. Non importa che avesse vogato per la Croce o la Fortezza. Lui era il Palio. Non ci sono campanilismi con Luciano perché rappresentava l’essenza della manifestazione. Era una persona per bene e benvoluta da tutti. Un uomo che si sapeva far amare e apprezzare. Tutti lo ricordano insieme ai fratelli, i Cicchetti, a remare per la nostra manifestazione di punta. Veramente una grande perdita e il cordoglio è unanime da parte di tutta l’amministrazione di Monte Argentario. Con lui va via un pezzo si storia del nostro paese e del nostro Palio».
I funerali si sono svolti ieri a Porto Santo Stefano. Tante le persone che gli hanno voluto rendere omaggio per quello che ha rappresentato come vogatore ma soprattutto come uomo.
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