Meloni e angurie, perle di Maremma: l’eccellenza dal campo alla tavola
L’azienda della famiglia Rossi rifornisce i colossi della grande distribuzione
BRACCAGNI. Meloni e angurie che in questi mesi vanno per la maggiore sugli scaffali dei supermercati di Unicoop Firenze e Tirreno e su quelli di Conad Nordovest arrivano direttamente dai campi della Maremma, dove esposizione solare, alte temperature e umidità dei terreni sono ideali per questa coltura.
È partendo dalla vocazione colturale del territorio che l’azienda agricola della famiglia Rossi, fondata nel 1969 nella piana del Madonnino a Braccagni, sin dal 2000 ha iniziato a commercializzare e poi a produrre meloni e angurie su una superficie che oggi ha raggiunto i 70 ettari.
«Di fatto – spiega Marco Rossi, contitolare col fratello Jacopo – le aziende sono due per 200 ettari di colture, fra terreni in proprietà e affittati. I prodotti, che confezioniamo nell’impianto a Bagno di Gavorrano, sono commercializzati con i marchi “Perle” e “Stelle di Maremma” per Unicoop Tirreno e Firenze, e con quello “I nostri ori” per Conad Nordovest. Il grosso della produzione di melone, da metà maggio a metà settembre, circa 7.000 quintali l’anno, riguarda la varietà a buccia liscia “honey moon”, con una produzione minore per 2.000 quintali di melone retato. La produzione di angurie, invece, a partire dai primi di luglio, si attesta sui 4.000 quintali l’anno. Con le rotazioni colturali che alternano orticole, foraggiere, cereali e sovesci, lavoriamo tutto l’anno. Per poponi e cocomeri seguiamo un disciplinare volontario per la lotta integrata ai parassiti definito anno per anno dalla Regione, che prevede un utilizzo limitato di principi attivi dei fitofarmaci. Come azienda eseguiamo una decina di cicli di analisi sulle colture, alle quali si aggiungono quelle della Ausl e dei committenti: il prodotto che arriva sulla tavola del consumatore è ampiamente controllato e certificato».
Obiettivo dell’azienda Perle di Maremma, che ha lo stesso nome del marchio commerciale, è valorizzare al meglio le peculiarità del melone liscio honey moon, e, più in generale, dei prodotti ortofrutticoli a filiera corta “made in Toscana”.
Per questo viene prestata la massima attenzione al mantenimento della qualità dei prodotti sia da un punto di vista organolettico che igienico sanitario, con particolare attenzione al rispetto delle buone pratiche agricole e alla tracciabilità e rintracciabilità, sia interna che post vendita.
«Il nostro sistema di tracciabilità – aggiunge Rossi – prevede l’attribuzione in campo di un codice “parcella” che identifica un singolo trapianto per il quale viene compilato, aggiornato costantemente e controllato da professionisti esterni il relativo quaderno di campagna. All’arrivo del prodotto presso il centro di lavorazione, per un campione rappresentativo di ogni lotto di prodotto raccolto, viene effettuato il controllo qualità estetico ed organolettico, con valutazione visiva, assaggio e misurazione del grado zuccherino tramite rifrattometro. Solo i lotti con esito favorevole di tutti i controlli possono essere commercializzati con i marchi aziendali».
L’azienda, che utilizza pacciamatura e irrigazione a goccia nel processo produttivo, è anche molto attenta alla sostenibilità: usa film in polietilene che vengono recuperati e avviati a riciclo per la produzione di vasi per vivai e lo stampaggio di cruscotti e paraurti per automobili.
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