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Incendio al caseificio di Manciano: «Non ancora conteggiati i danni»

di Ivana Agostini
Incendio al caseificio di Manciano: «Non ancora conteggiati i danni»

Probabilmente un cortocircuito che ha messo ko l’intera cabina elettrica. Il presidente Santarelli: «Abbiamo fatto arrivare da Grosseto 4 gruppi elettrogeni provvisoriamente»

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MANCIANO. Un incendio, nel primo pomeriggio di martedì, ha danneggiato la cabina elettrica del caseificio di Manciano. Tutto è iniziato nelle prime ore del pomeriggio quando i dipendenti hanno visto del fumo uscire dalla cabina dove sono collocati i quadri elettrici che servono ad alimentare l’intera struttura. «Siamo andati per spegnere l’incendio con gli estintori – spiega il presidente del caseificio di Manciano, Carlo Santarelli –, ma non è stato facile visto che si trattava di un incendio dove c’era di mezzo la corrente elettrica. Nel frattempo abbiamo avvisato i vigili del fuoco che sono arrivati da Orbetello e hanno domato le fiamme. I danni non li abbiamo ancora conteggiati. Vedremo quando dovremo allestire nuovamente la cabina». A far scoppiare l’incendio, partito da un quadro elettrico, potrebbe essere stato un corto circuito. Anche questo, però, saranno i vigili del fuoco a stabilirlo attraverso i rilievi fatti sul posto. Adesso la situazione al caseificio non è semplice: «Non appena spento l’incendio – aggiunge il presidente – ci siamo subito messi in moto per cercare di capire come alimentare la struttura: non c’era energia elettrica nelle celle dove vengono conservati il latte, i formaggi e nemmeno nella parte del caseificio dove sono allevati i maiali che quindi erano senza sistema di ventilazione e nemmeno il cibo arrivava loro, senza corrente». Insomma, una situazione seria che Santarelli ha cercato subito di risolvere ricorrendo ai gruppi elettrogeni che sono stati fatti arrivare da Grosseto: «Ne abbiamo quattro – spiega – e nel frattempo stanno lavorando per ripristinare la centralina. Non è una situazione facile, ma cerchiamo di andare avanti al meglio. A parte il danno reale dovuto all’incendio – continua – quello che veramente ci ha preoccupato è stato preservare la nostra produzione e i nostri animali». Il caseificio sociale di Manciano è nato nel 1961 per volontà di 21 allevatori della zona. A unirli era stato il desiderio di valorizzare la produzione di latte ovino proveniente dall’entroterra maremmano della provincia di Grosseto, dove la pastorizia rappresentava una delle principali fonti di sostentamento. Il caseificio, costruito inizialmente nel paese di Manciano, è stato trasferito nel 1986 a Piano di Cirignano, dove si trova adesso. Col tempo, la struttura ha dovuto fare i conti anche con i problemi derivanti dalle predazioni che hanno messo in ginocchio le aziende, molte delle quali hanno chiuso i battenti facendo diminuire anche il quantitativo di latte che i produttori conferivano al caseificio che però ha sempre cercato di fare il possibile per rimanere in piedi realizzando dei prodotti sempre più d’eccellenza.

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