Il Tirreno

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L’evento

I cent’anni di Follonica: «Guardiamo al futuro»

di Michele Nannini
I cent’anni di Follonica: «Guardiamo al futuro»

Consegnate le chiavi della città a Incontrada, Caselli e Laschi. «Portiamo il golfo sempre nel cuore e in giro per il mondo»

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FOLLONICA. Un consiglio comunale straordinario, un talk show con la presentazione del libro “Mare di Ghisa” per concludere la giornata con la proiezione del film “La fabbrica delle storie-Follonica 1842-2023”. I festeggiamenti per il centenario della città di Follonica hanno preso il via ieri pomeriggio con una giornata ricca di iniziative e celebrazioni che hanno accompagnato le centinaia di cittadini che hanno voluto partecipare all’evento partendo dal momento più istituzionale del consiglio comunale solenne per arrivare agli appuntamenti più “leggeri” sparsi nel corso del pomeriggio.

Le chiavi del golfo

Proprio il 14 giugno del 1923 veniva infatti istituito ufficialmente il Comune di Follonica staccandosi da quello di Massa Marittima, l’inizio di un cammino che è poi passato nel 2006 al riconoscimento del titolo di “città” e che ieri è stato ricordato dalle istituzioni all’interno del consiglio comunale andato in scena nella sala Allegri che ha anche consegnato le chiavi della città (la copia in scala delle chiavi del cancello monumentale dell’ex Ilva) a Cecilia Laschi, Paola Caselli e Vanessa Incontrada.

«Oggi salutiamo idealmente tutti gli ex sindaci che si sono succeduti in questi cento anni – le parole dell’attuale primo cittadino Andrea Benini – è difficile mettere insieme le storie di questo periodo, ci sono alcuni spunti che emergono come quello del concetto di comunità che per Follonica è sempre stato presente in maniera forte. Il centenario non è una ricorrenza astratta, ma riguarda la vita delle persone, la vita di una comunità, da chi si impegna nel volontariato alle scuole, dai luoghi di spiritualità a chi fa sport nelle palestre o nelle piste di pattinaggio: è una vitalità che si vede e che si respira e che assieme ai tanti lavoratori e lavoratrici rappresentano la ricchezza di questa città che passa anche dalle storie e dai momenti difficili, come quelli della crisi che ha vissuto prima Piombino e adesso rischia di vivere il comparto del Casone o più in generale delle storie nascoste di tante persone che rischiano di essere dimenticate. Proprio lo sguardo al futuro economico del territorio deve partire da queste considerazioni – continua Benini – da una città che con lo sviluppo industriale è nata e che deve far convivere lo spirito manifatturiero con quello turistico: la ricetta perfetta non esiste, ma cercare l’equilibrio è la sfida che dobbiamo intraprendere. Nessuno insomma si deve sentire estraneo o mancante e l’importante è realizzare anche quello che non si vede».

Benini ha poi consegnato le chiavi della città a tre donne che hanno dato lustro a Follonica con il loro lavoro mettendoci impegno e passione come le scienziate Paola Caselli e Cecilia Laschi e l’attrice Vanessa Incontrada. «Follonica è nel cuore – le parole di Caselli – la porto sempre con me e a tutti quelli che incontro la faccio conoscere come un posto meraviglioso dove c’è sempre il sole. Siamo fortunati, non ci rendiamo conto di quello che abbiamo, torno spesso in città e sono felicissima; oggi è come se fossi in una dimensione di spazio-tempo, vedo gente che non vedevo da anni e vedo il futuro di Follonica. Sono orgogliosa di essere follonichese e onorata del premio ricevuto».

«Sono abituata a parlare in pubblico, ma l’emozione è tanta – dice invece Incontrada – perché sono a casa e conosco tutti. Non sono follonichese, ma ho scelto di vivere qua ed è come se lo fossi, mi sento a casa perché i follonichesi mi proteggono sempre e mi fanno sentire come una di loro, qui mi sento bene perché è il mio mondo dove ho casa, famiglia e amici. Voglio ringraziare mio figlio Isal, Rossano Laurini che per me è molto importante perché mi ha dato tanto e perché mi ha fatto conoscere ancora di più Follonica dove comunque avevo studiato da piccola». Ultima, ma solo in ordine alfabetico, la scienziata Cecilia Laschi.

«Questa è casa mia – spiega – non ci sono nata soltanto perché non c’è l’ospedale, ma io sono di questa città e qua ci sono la mia famiglia e le mie radici. Il lavoro mi porta a spostarmi per il mondo, sempre più lontano, ma è come se avessi un elastico e tutte le volte più lontano vado e più volentieri ritorno. Sono orgogliosa di Follonica, la faccio conoscere e la spiego anche se, soprattutto dove sono adesso (a Singapore, ndc), bisogna partire dall’Italia per poi “scendere” alla Toscana e arrivare fino al golfo. E soprattutto spero di riuscire a restituire qualcosa di questo affetto che ricevo ogni volta».

Film e libri

Dopo i saluti del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani la festa si è spostata nel vicino teatro fonderia Leopolda dove Sergio Sgrilli ha brillantemente condotto il pomeriggio tenendo incollate alle sedie gli spettatori fino alla presentazione del libro a cura di Alberto Prunetti con i contributi degli autori Letizia Bindi, Ilaria Cansella, Andrea Cordovani, Vanessa Roghi, Claudio Saragosa, Adolfo Turbanti e Massimiliano Valerii. Infine la giornata di festa per il Centenario si è chiusa con la doppia proiezione del film “La fabbrica delle storie” diretto da Francesco Falaschi con la sceneggiatura di Sasha Naspini.

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