Il presidio
Grosseto, dalla jeanseria ai dj set del sabato: Bellucci chiude dopo quarant’anni
Lunedì al via la liquidazione totale nello storico negozio di via della Pace
GROSSETO. Il 1° luglio, dopo quattro settimane di liquidazione totale, si abbasserà per sempre la saracinesca “Bellucci”, lo storico negozio di via della Pace che ha segnato un’epoca vestendo per quarant’anni i giovani grossetani.
«Abbiamo aperto nel 1983 – dice la titolare Donella Bellucci – e dopo quarant’anni è giusto che mi conceda un po’ di riposo. Sono figlia di commercianti e il mio sogno, fin da bambina, era avere un negozio tutto mio e sono felice di averlo potuto realizzare, da quando avevo appena 22 anni».
E aggiunge: «L’immobile è nostro, lo cederemo in affitto per garantirci un minimo di redditività. Ci siamo molto divertiti e abbiamo vissuto gli anni migliori della moda. Abbiamo iniziato con i paninari e dal nostro punto d’osservazione abbiamo visto cambiare il mondo».
Negli attuali fondi, “Bellucci” aveva iniziato come jeanseria pura, facendo felici i ragazzi che inseguivano il sogno Usa. «A quei tempi erano i gruppi musicali a fare tendenza nella moda – sottolinea Bellucci – Abbiamo avuto la fortuna di collaborare con brand famosi, che ci hanno dato la possibilità di avere realtà importanti per Grosseto».
Negli anni d’oro (dal 1999 al 2013) “Bellucci” ha unito tre negozi in uno, creando un grande store con 14 dipendenti che ha avuto una particolare attenzione per i clienti: «Tutti i sabati proponevamo il dj set; abbiamo fatto anche un piccolo tentativo di creare un punto vendita in centro, affidato a mia figlia Giada, che, dopo essere diventata mamma, non ce l’ha fatta a proseguire e ci siamo concentrati su via della Pace, dove siamo un’istituzione».
Da lunedì prossimo il locale effettuerà sconti interessanti su prodotti di ogni genere. «La nostra anima Denim è sempre stata la più importante, la nostra linea guida. Poi ci siamo spostati verso quello che il mercato chiedeva e quindi abbiamo aggiunto accessori, calzature. Gli anni più belli? Gli anni duemila. Nelle grandi città si cominciava a sentire un’aria di crisi, ma qua eravamo un’isola felice. Per tanti anni i brand con cui lavoro ci hanno anche studiati, perché a Grosseto funzionava ancora tutto. È notorio che qua la crisi si sente sempre dopo», riassume Donella Bellucci, felice pensando a quello che ha vissuto: «Dagli anni Ottanta al 2013 è stato un viaggio sempre in crescita, pieno di divertimento, ho avuto modo di conoscere tanta gente, di fare tante amicizie. È stata una bellissima esperienza. Poi è successo quello che tutti sappiamo, è cambiato il mondo e ci siamo adeguati al cambiamento».
La chiusura però è una scelta: «La covavo da un po’ e avevo solo difficoltà dal distaccarmi da quello che avevo creato. Quattro decenni sono sufficienti. È un lavoro impegnativo: quando il cliente entra nel negozio il grosso è stato fatto. La fatica deriva da tutto quello che c’è dietro, i rapporti con le aziende, la scelta del prodotto. Ringrazio tutti i ragazzi che mi hanno accompagnato in questa straordinaria avventura, sono stati parte della famiglia. Abbiamo lavorato sempre con degli ottimi rapporti».
Progetti per il futuro? «Rientra nella mia indole avere dei sogni, dei progetti. Mi dedicherò alle cose che non mai fatto. Adesso prenderò il mio tempo, farò, con grande piacere, anche la nonna».
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