Nuovo allarme per le acque della laguna di Orbetello: le alghe ammassate sulle sponde
Il biologo Lenzi: «Il pompaggio iniziato a febbraio è stato insufficiente»
ORBETELLO. “Palle” di alghe ammassate lungo le spondaedella laguna hanno preoccupato non poco gli orbetellani che hanno visto lo specchio d’acqua in uno stato come mai di recente.
Quali siano le condizioni ambientali della laguna, se si possono fare previsione per l’imminente estate, se si è lavorato a sufficienza per ridurre i rischi e se anche questa estate potrebbero verificarsi sciamature di moscerini: il Tirreno ha posto le domande a Mauro Lenzi, biologo, e al presidente di Pescatori, Pier Luigi Piro. «Dico subito – precisa Lenzi – che gli interventi di mitigazione non sono stati assolutamente sufficienti e, come al solito, si deve sperare nella clemenza del clima. So che è stato attivato il pompaggio delle acque marine già in febbraio, ma questo è del tutto ininfluente, può solo peggiorare lo stato della pesca poiché preclude la montata del novellame dal mare. Per quanto riguarda i rischi ambientali, quest’anno saranno altissimi per entrambi i bacini lagunari: i sedimenti sono carichi di detrito organico e si sono sviluppati banchi algali molto vasti e densi, soprattutto a carico della “cloroficea Valonia aegagropila”, che i pescatori chiamano “palla”. La differenza tra i due bacini sta solo nella diversa esposizione: levante, esposto a sud-sud est, presenta una temperatura delle acque sempre maggiore di Ponente di almeno un grado».
«“Palla” è una specie sensibile all’aggressione batterica – dice il biologo – la quale diventa molto intensa con l’aumento della temperatura, per cui i suoi banchi collassano rapidamente e innescano i processi distrofici. Una parte delle masse di questa specie è affiorata in superficie in seguito allo sviluppo di gas internamente ai talli della pianta, e pertanto viene spostata dal vento verso le sponde lagunari, ma sul fondo i tappeti algali sono ancora più estesi e le masse flottanti tenderanno quindi ad aumentare. Maggio è stato un mese fresco, ma questo non ha migliorato le cose, perché ha consentito una elevata crescita delle alghe e il rischio diventa ancora più elevato con il sopraggiungere del caldo intenso».
E i moscerini? «Sul moscerino che imperversa nelle lagune come fase larvale e sciama nello stadio adulto soprattutto nella stagione calda, non è possibile fare previsioni affidabili, poiché sciamature intense come quella della scorsa estate possono avvenire solo se si dovessero determinare distrofie estese. In quelle condizioni, le larve rimangono gli unici organismi del fondo lagunare e, in totale assenza di predatori, possono mutare tutte in adulti. Si consideri che abbiamo stimato che in questa laguna le larve dei moscerini costituiscono il 6% della dieta delle orate, e non è poco».
Il sindaco di Orbetello, Andrea Casamenti, ha voluto fare precisazioni sulle palle di valonia: «Per 24 ore c’è stato un tappeto di alghe lungo sponda che poi è scomparso con le correnti. Questo è un fenomeno ricorrente ogni maggio-giugno ormai da tanti anni. Detto ciò è chiaro che va individuata una soluzione finale ed è per questo che, dopo l’incontro con il ministro dell’ambiente Fratin, è stato presentato da Forza Italia un disegno di legge alla Camera, che a breve andrà in discussione, per una nuova gestione terza e un finanziamento annuo di diversi milioni di euro per interventi strutturali».
E il presidente dei Pescatori Pier Luigi Piro cosa dice? «La Valonia Aegagrolipa comunemente detta palla, è definita tecnicamente “infiammabile” quindi quando la temperatura dell’acqua arriverà a 28 gradi le palle si sfalderanno con le conseguenze che tutti conosciamo. Le quantità arrivano sulla sponda sono una minima parte di una massa che noi abbiamo segnalato alle istituzioni già da qualche mese oltre alla chaetamorpha linum altra alga che non si vede dalla sponda ma che sta crescendo anche nella laguna di levante in modo importante. Qualcuno dice che è un effetto tipico del momento. Un’affermazione che non racconta che il fenomeno è comunque caratterizzato dalle temperature e dal clima: è la grande quantità che ci preoccupa come non mai a crea allarme. Non bisogna negare l’evidenza, nascondere la polvere sotto il tappeto non serve a nulla, bisogna affrontare il problema seriamente. Gli interventi che adesso sono in atto sono le stazioni di pompaggio con 12 pompe funzionanti, come da programma prestabilito. La raccolta delle alghe, salvo nuove disposizioni, si è fermata. Per questo invito a chi non conosce la materia di fare attenzioni a frasi non utili ma sopratutto a venire a vedere la situazione dall’acqua e non guardare dalla sponda: mercoledì a chi volesse capire, condividere e conoscere mettiamo a disposizione a partire dalle 11 partendo da via Leopardi i nostri mezzi e la nostra esperienza per fare valutare personalmente lo stato delle cose».
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