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Clan, la rivoluzione positiva che colora le saracinesche chiuse a Grosseto

di Sara Landi
Clan, la rivoluzione positiva che colora le saracinesche chiuse a Grosseto

Il collettivo torna in campo con la sua arte urbana a cielo aperto. Lo slogan è “Pensati in una città felice”. Lo spirito quello di rendere la comunità viva e gioiosa

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GROSSETO. Trentanove serrande d’autore già compongono un percorso di arte urbana a cielo aperto che colora il centro storico di Grosseto e ruba il posto alla tristezza delle saracinesche abbassate per sempre e dei cartelli “vendesi”.

Presto se ne aggiungeranno altre otto grazie alla quarta edizione di Trame festival, la manifestazione artistica di riqualificazione urbana in programma dal 25 al 27 maggio e organizzata dal collettivo Clan con il contributo di Fondazione Cr Firenze, il patrocinio del Comune di Grosseto e la collaborazione dell’Istituzione Le Mura e di Kansassìti Aps.

Sono ben 45 i progetti, tutti di ottima qualità, candidati da ogni parte d’Italia ma a fronte del numero di serrande messe a disposizione per questa edizione la giuria formata da Giada Breschi, Mara Pezzopane e Cecilia Vergari di Clan ha scelto le proposte di Silvia Betti, Elisa Buoncompagni, Bruno Cerasi, Controllo Remoto (progetto artistico di Damiano Petrucci e Valerio Bernardini), Marco Milaneschi, Elena Palmesano, Irene Raspollini e Costanza Rosi.

Intanto è partita sui canali social e nei manifesti affissi in giro per la città la promozione dell’evento di fine maggio.

“Pensati in una città felice”, si legge in questi giorni sui poster e nei banner pubblicitari, un invito alla positività che le fondatrici di Clan spiegano così: «Questa frase ben rappresenta l’essenza del lavoro svolto dal nostro gruppo: ideare e organizzare eventi, progetti e attività che, attraverso l’arte, siano in grado di coinvolgere tutti i membri della comunità e rendere il luogo che abitiamo un luogo vivo e gioioso, con tante occasioni di incontro e divertimento per tutte le fasce d’età, in poche parole un luogo migliore».

Il calendario dettagliato e definitivo del festival è pronto ad andare in stampa e sarà comunicato a breve sul sito www.collettivoclan.it e sulle pagine Facebook e Instagram di Clan. Ci saranno concerti, talk, laboratori per bambini, proiezioni, uno street art tour delle “saracinesche d’autore”, un’opera realizzata da un’artista special guest e la costruzione partecipata di un’installazione artistica con Iper, collettivo di Prato che utilizza rocchetti in plastica rigenerata per comporre opere coloratissime. Grande impegno è stato dedicato anche nel portare a Grosseto oltre che gli street artist degli ospiti importanti come Angelo Milano, creatore di un festival di arte pubblica a Grottaglie a cui ha dedicato il suo film documentario “Fame” che sarà proiettato durante Trame Festival e i musicisti Tuune Pauler (dalla Finlandia) e Tuctu, in arrivo da Roma.

Il festival coinvolgerà un po’tutto il centro storico dove si trovano le saracinesche oggetto degli interventi creativi ma avrà due basi operative, il Molino Hub del bastione Molino a vento (meglio noto come Cinghialino) che ospita gli eventi, gratuiti e aperti a tutti, e CityLab in via Ginori 11 che è la sede di Clan e sarà anche quartier generale e punto di riferimento per la tre giorni e per gli artisti ospiti. Se “Pensati in una città felice” è l’invito per grossetani e turisti per l’ultimo fine settimana di maggio c’è un’altra frase che circola in questi giorni in associazione al Trame Festival ed è “Facciamo tempesta”.

«Questo è l’input che abbiamo voluto dare agli artisti selezionati – dicono da Clan – Viviamo in tempi burrascosi, anche se spesso ci sentiamo meri spettatori di ciò che accade. Agitazioni, manifestazioni e piccole e grandi rivolte sono quantomai attuali ma sembrano qualcosa che appartiene sempre a un altrove e da cui ci teniamo, o siamo tenuti, a debita distanza. E se fossimo noi la tempesta che scuote e scardina lo status quo? Agli artisti chiediamo di portare sulle serrande del centro storico di Grosseto una ventata che sappia di cambiamento, una valanga di creatività, una cascata di idee e un uragano che sia capace di scuoterci dalle fondamenta».

Clan chiama a raccolta i grossetani dopo mesi di dibattito e polemiche sulle sorti del centro storico. «Ci piacerebbe dare avvio a una sorta di rivoluzione positiva – dice Giada Breschi – in cui la comunità tutta si attiva e partecipa per creare un luogo che le somigli: una città vitale, aperta al vento e ai forestieri, come scriveva Bianciardi e come si legge su una delle saracinesche dipinte durante una delle passate edizioni. Una rivoluzione positiva, s’intende, dal momento che va da sé che perseguiamo serenità e pace, ma affinché queste parole non diventino sinonimo di immobilismo, quieto vivere, timore, abitudine, accidia, indifferenza, abbiamo bisogno dell’irrompere di un piccolo ciclone».




 

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