Il Tirreno

Grosseto

Pericoli sulle strade

Grosseto, il tunnel è sgretolato dai camion. Cadono detriti e scatta l’ordinanza

di Elisabetta Giorgi
Grosseto, il tunnel è sgretolato dai camion. Cadono detriti e scatta l’ordinanza

Il sindaco impone a Rfi la messa in sicurezza del varco delle quattro strade

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GROSSETO. Nel sottopasso degli ingorghi – quello nel quale s’incastrano spesso i camion – il calcestruzzo è pericolante scatta l’ordinanza a tutela della sicurezza pubblica. «Il tunnel sia messo in sicurezza con urgenza». Lo impone il sindaco a Rfi, gestore delle infrastrutture ferroviarie.

Siamo nella zona delle Quattro strade a Grosseto, in via Aurelia Antica tra via Sonnino e via Caravaggio, dove insiste un varco tanto strategico per la circolazione verso la zona del Casalone e del mare quanto problematico per le misure, come dimostrano le decine di veicoli che finiscono in trappola. Camion e tir, probabilmente senza far caso alla segnaletica, si infilano spesso in un cul-de-sac, non riescono a completare la manovra, sfregano la sommità e provocano ingorghi. Succede da anni. Giorni fa – è il 2 maggio – sono avvistati al lavoro nel sottopasso i vigili del fuoco che vi piazzano il camion mentre la polizia municipale chiude la strada per consentire ai vigili di lavorare: di qui non si passa.

Cos’è successo

Parte del sottopasso è sgretolata e a terra sono visibili pietre e frammenti, forse residuo di un distacco avvenuto e segnalato proprio quel giorno o poco prima. Facile immaginare che ciò sia successo per un mix tra l’usura del tempo, l’umidità proveniente dal rilevato ferroviario soprastante e i tanti e ripetuti episodi “erosivi” legati agli impatti dei veicoli che ci vanno a sbattere. Problema segnalato da anni.

Neppure 4 metri

Questo piccolo tunnel che corre sotto alla ferrovia alle “quattro strade” ha un limite fisico in altezza pari a 3,90 metri. Una misura che negli anni ’80 era anche stata oggetto di un intervento per abbassare la sede stradale, tuttavia l’altezza massima fruibile è rimasta sempre ferma a 3,90 metri. Poi nel 2010 l’apertura del centro commerciale Aurelia Antica ha portato una mole di traffico più intensa, legata soprattutto al transito di veicoli addetti allo scarico delle merci e di tir spesso dotati di celle frigo o “centinati” (la centina è struttura metallica che sostiene il telone di copertura del carico), i quali hanno una dimensione standard in altezza di 4 metri. Dunque 10 centimetri superiori all’altezza del tunnel.

Facile immaginare cosa succede (è un copione ripetuto) quando uno di questi mezzi si ritrova in corrispondenza del ponte: quando va bene l’autista se ne accorge a ridosso, si arresta in extremis ed è costretto a far retromarcia in condizioni di pericolo, creando ingorghi a non finire. Quando va male vi resta incastrato, danneggia il carico e demolisce le strutture del mezzo. La muratura si ritrova per forza indebolita e sgretolata con il rischio che piovano detriti sulla testa di pedoni e ciclisti e sul tettuccio delle auto in transito.

Striature nere

Il ponte reca i segni di tutto questo: incastri e raschiature a non finire. A terra ci sono calcinacci presumibilmente piombati dall’alto, alzando lo sguardo invece, la struttura sotto al rilevato ferroviario e subito all’imbocco del varco reca u segni degli attriti. Decine di striature nere sono la traccia dei ripetuti sfregamenti e impatti dei camion, per quei 10 centimetri di differenza. Il cordolo è scrostato, mancano pezzi di intonaco. La struttura presenta da più parti i degni del degrado.

L’ordinanza

Il 5 maggio il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha firmato l’atto che impone al soggetto gestore dell’infrastruttura (Rfi) l’esecuzione di interventi di ripristino a tutela della pubblica e privata incolumità.

L’ordinanza nasce dal fatto che è stata appunto evidenziata «la presenza di elementi di calcestruzzo in stato pericolante nell’intradosso del sottopasso» e dà atto che l’opera dei vigili del fuoco «è valsa al disgaggio delle parti pericolanti. Visto che, nonostante gli interventi effettuati, permane una condizione di residuo potenziale pericolo per l’incolumità pubblica e privata e si rende necessario provvedere a effettuare ulteriori controlli nonché lavori di ripristino delle originarie condizioni di sicurezza e stabilità che il caso richiede», il sindaco dispone di «procedere immediatamente o comunque entro e non oltre il termine perentorio di 60 giorni dalla notifica dell’atto all’esecuzione di ulteriori controlli e a effettuare i lavori di ripristino delle originarie condizioni di sicurezza e stabilità presso l’immobile, come indicato nella nota dei vigili del fuoco». Se il gestore non provvede, gli interventi saranno eseguiti d’ufficio dal Comune di Grosseto che poi si rivarrà (come prassi) sul soggetto interessato.

Gli episodi continuano, e i “poveri” varchi danno segni di cedimento.




 

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