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Liberato in mare Rocco, la tartaruga era rimasta impigliata nelle reti
L’esemplare ha circa 8 anni: messa in allarme dalla guardia costiera, l’associazione Tartamare lo ha preso in cura
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. «La libertà è un valore assoluto e non è casuale la scelta di far ricongiungere Rocco con il suo ambiente il giorno della Liberazione».
Luana Papetti, responsabile scientifico dell’associazione Tartamare ha spiegato così le ragioni di riportare proprio il 25 aprile nel suo habitat una tartaruga caretta caretta, che nelle scorse settimane era rimasta incastrata nella rete di un pescatore e che ha necessitato di un mese di cure di analisi prima di riprendere il mare. La liberazione di Rocco, un giovane esemplare di 7-8 anni e quindi ancora senza una precisa identità sessuale, che viene rilevata tra i 20 e i 30 anni, è diventata un evento, che si è svolto in piazza Maristella, sul lungomare di Castiglione, che ha coinvolto gli amministratori locali e regionali (presenti gli assessori Monni e Marras), parlamentari (l’onorevole Simiani), la guardia costiera, ma anche tanti turisti, compresi i bambini chiamati ad assistere al ritorno in mare.
Una volta messo sulla spiaggia, Rocco dopo aver fatto qualche passo verso la spiaggia, ha fatto retromarcia e velocemente si è avviato verso la battigia e nel breve volgere di qualche secondo s’è immerso nelle acque agitate del mare. La tartaruga Rocco, alla quale è stato dato il nome di chi l’ha recuperata, Rocco Giuliano, storico pescatori castiglionesi, è rimasta nella rete del peschereccio lo scorso 16 marzo, con un principio di asfissia. Gli addetti di Tartamare, avvertiti dalla guardia costiera l’hanno presa in cura. Le analisi effettuate hanno rilevato alcuni valori sballati e solo dopo l’okay anche del veterinario Andrea Guidoni si è potuto pensare alla sua liberazione.
«La liberazione di una tartaruga – ha detto la sindaca di Castiglione della Pescaia, Elena Nappi – è un’emozione grossa, come lo sono la traslazione di nido, la conta delle uova, occasioni che mi sono capitate anche nei dieci anni trascorsi da assessore all’ambiente. Le tartarughe amano le nostre località, a cominciare dalle Rocchette e Riva del Sole. Qualche anno fa, nel 2020, siamo anche finiti sui rotocalchi per un brutto episodio di vandalismo: fu violato un nido di tartaruga caretta caretta, una quindicina delle ottantuno uova custodite all’interno andarono perse. Questo 25 aprile deve servire a capire che con atti simili non si fa del male a Castiglione della Pescaia ma a tutta l’umanità».
Emozionata anche la dottoressa Papetti: «La mia prima liberazione, avvenuta qualche anno fa nel Parco della Maremma, ha addirittura influito sulle mie scelte di vita, Ultimamente non c’erano stati casi di recupero, per il quale devono ringraziare tutti i soggetti coinvolti, ma la nostra associazione è sempre molto attiva: in vista dell’estate inizieremo a setacciare le spiagge alla ricerca dei nidi da tutelare».
L’assessora regionale all’ambiente, Monia Monni ha tenuto a rimarcare che Castiglione della Pescaia «molto sta facendo sul piano ambientale, come dimostra questo appuntamento organizzato per restituire Rocco al suo habitat naturale. Da anni la Regione Toscana collabora con Tartamare e con altre associazioni che effettuano questo splendido lavoro, sotto la regia dell’osservatorio toscano per la biodiversità. Questa volta la tartaruga era rimasta incastrata nella rete di un pescatore, ma spesso la causa dei problemi per questi animali meravigliosi sono i nostri comportamenti, perché se continuiamo con questo stile di vita, nel 2050 nel mare ci sarà più plastica che pesci. Dobbiamo dare il nostro contributo, consumare più consapevolmente, riciclare i nostri rifiuti, perché il mare deve essere la casa di Rocco e di tutti gli altri animali».
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