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Grosseto

Il caso

«Ha un problema con home banking», ma è una truffa: sottratti 3.000 euro a un professionista di Follonica

di Maurizio Caldarelli
«Ha un problema con home banking», ma è una truffa: sottratti 3.000 euro a un professionista di Follonica

«L’applicazione online del suo istituto di credito non funziona», poi la telefonata dei malviventi. Federconsumatori: «Lieto fine per coincidenza, ma il problema è grave»

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FOLLONICA. «Non riesce a entrare nel suo home banking? Le possiamo dare una mano noi». È iniziata così una truffa perpetrata ai danni di un professionista follonichese che si è visto portar via dal conto corrente 3.000 euro. Una serie di circostanze favorevoli, però, ha permesso alla vittima del phishing bancario di rientrare in possesso della somma.

I fatti risalgono a qualche settimana fa. Un geometra, che stava cercando di entrare sul suo home banking, verso le 16, dopo il terzo tentativo non riuscito ha ricevuto una telefonata da un numero simile a quello della propria banca. Un combinato disposto che lo ha portato a dare fiducia all’interlocutore. Dopo una certa riluttanza, il professionista ha fornito i codici e il giorno dopo si è accorto che gli avevano portato via circa 3.000 euro.

«Il nostro associato – sottolinea il presidente della Federconsumatori Giorgio Romualdi – verso le 20 di quella stessa sera ha cominciato ad avere dei dubbi e ci ha contattato per avere un consiglio. Ha così chiamato il numero verde della banca per avere informazioni ed eventualmente bloccare l’home banking».

Romualdi spiega che «spesso le truffe vengono fatte in orari prossimi alla chiusura della banca e/o al venerdì sera. Il giorno successivo il geometra, dopo aver constatato l’ammanco dal conto, ha fatto denuncia alla stazione dei carabinieri di Follonica e l’ha portata in banca per capire se l’assicurazione poteva coprire almeno in parte la perdita».

La risposta della banca, aggiunge il presidente Federconsumatori, è stata «negativa, però il direttore ha dato la disponibilità a verificare la destinazione dei i bonifici».

I soldi erano finiti su una carta prepagata che una compagnia petrolifera aveva richiesto per i dipendenti. «La fortuna ha voluto – continua Romunaldi– che la banca ha provato a chiedere lo storno del bonifico. Le aspettative erano minime, in quanto appena il denaro viene accreditato sulle prepagate viene prelevato dai truffatori. In questo caso non lo avevano fatto subito perché, anche se la somma era accreditata, la banca non l’aveva resa disponibile; e dopo 5 giorni il geometra ha riavuto i suoi soldi».

La serie di coincidenze ha portato al lieto fine, ma Romualdi mette in guardia: «Vorremmo portare all’attenzione un problema molto sentito, che in seguito alle chiusure degli sportelli bancari (e a volte postali), nei piccoli centri, ha incrementato l’uso dell’home banking, mettendo nei guai le persone in quanto le banche ormai rifiutano i rimborsi. La sentenza n. 7214/2023 della Corte di Cassazione ha (tra l’altro) accolto la tesi di una banca, non ritenendola responsabile della truffa subita da un cliente con la tecnica del phishing, in quanto aveva adottato e messo in atto tutte le misure di sicurezza tecnicamente efficaci a prevenire le truffe telematiche».

Il problema è diffuso: nel 2022 sono stati 20 i casi trattati da Federconsumatori nella nostra provincia. «Non passa giorno senza che ai nostri sportelli si presentino correntisti incappati in queste truffe (via email o sms) e che si sono visti sottrarre importi anche di diverse migliaia di euro», conclude Romualdi, invitando chi ha dubbi a contattare Federconsumatori ai numeri 0564 459214 e 389 0905246.


 

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