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Follonica, predatori alle porte della città: «Uccise pecore e agnellini»
Racconto choc a Valli, a poco più di un chilometro dal centro. «Erano nel recinto vicino a casa, per gli esperti potrebbe essere un lupo»
FOLLONICA. Cinque agnellini e due pecore uccise, un’altra ferita e il resto del branco impaurito. Sono gli esiti di un attacco di un predatore avvenuto nella notte fra venerdì e sabato nell’abitazione di Roberto Righetti a Santa Corinna, frazione vicino alla località Valli a un chilometro e mezzo dall’abitato del quartiere Campi Alti al Mare a Follonica.
Siamo in campagna, ma a pochi passi dalla città del golfo: una zona nella quale accanto alla sua casa Roberto ospita alcuni esemplari di pecore nane di razza D’Ouessant.
«È una razza protetta perché in via d’estinzione – racconta Righetti a poche ore dall’accaduto –: le ho da qualche tempo e ormai mi ci sono affezionato. Nell’attacco della notte scorsa (tra venerdì e sabato, ndr) sono rimasti uccisi cinque agnellini di 20 giorni e due pecore adulte; un’altra è rimasta ferita e il resto degli esemplari sono tutti impauriti». E spiega: «Il numero dei capi non è elevato perché altrimenti si diventa allevatori professionali, io sono un amatore e per me è una passione, ma comunque è stato un brutto colpo. Ho denunciato tutto alla Asl che è venuta ieri mattina (sabato, ndr) e ha controllato quanto successo. Le pecore abitualmente stavano nella stalla, ma stavolta le avevo lasciate fuori in un recinto a prato. Un attacco del genere non era mai accaduto, non siamo in un bosco, ma è semplice campagna, a circa un chilometro dalle case dei Campi Alti al Mare. Adesso sono in corso degli accertamenti da parte dell’Asl e dei veterinari, ma quasi sicuramente, così mi hanno anticipato, dovrebbe trattarsi di un lupo o comunque di sicuro è stato un predatore, anche perché la tipologia dell’attacco è ormai consolidata. Una pecora l’ho trovata senza vita, ma senza alcun segno o ferita, probabilmente è morta di paura, mentre quella ferita quasi non si fa avvicinare», racconta ancora Righetti.
Un attacco del genere, almeno nella zona di Santa Corinna, non si era mai verificato almeno stando ai racconti di Righetti e dei vicini della zona: «Dei conoscenti mi avevano detto che nei comuni limitrofi qualcosa di simile era successo, ma non qua – continua ancora l’uomo –. Questa è una situazione che non deve rimanere nascosta, purtroppo questa esperienza non è successa solo a me, ma a tante persone anche se non in questa zona. Siamo a pochi chilometri da Follonica, bisogna capire che il problema c’è e bisogna affrontarlo nel modo migliore possibile», prosegue. Righetti pensa soprattutto a chi fa di mestiere l’allevatore e che con il rischio dei predatori ci deve convivere quotidianamente. Una situazione segnalata più volte dagli addetti ai lavori.
«Io sono solo un appassionato, dispiace per quanto successo perché mi ero affezionato agli animali – prosegue –, ma mi metto nei panni di chi con le greggi ci lavora, anche perché mio padre faceva la transumanza nel secolo scorso fra Bologna e la Maremma e i predatori erano parte del rischio di questo lavoro. Se una cosa del genere capita a un allevatore rischia di rovinare un’attività e una famiglia, è come se un ladro entrasse in una gioielleria e portasse via tutti i preziosi, a mio avviso è un fenomeno che esiste e che bisogna valutare e affrontare. Si difendono tutte le specie di animali e di predatori, ma l’attività delle persone chi la tutela? Certamente sono tempi diversi da quelli della transumanza ma qualcosa a mio avviso bisogna fare».
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