Il Tirreno

Grosseto

Monte Argentario

Addio ad Abdel, quasi 900 firme per mettere in sicurezza la strada

di Ivana Agostini
Il luogo dell'incidente dove perse la vita Abdel Jabber Mahmud Fernandez
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Il luogo dell'incidente dove perse la vita Abdel Jabber Mahmud Fernandez

L’amica del 21enne morto ha promosso una petizione

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MONTE ARGENTARIO. Una petizione per dire basta ai morti sulla strada provinciale 2 di Porto Ercole. L’ha lanciata Elena Di Lorenzo, amica di Abdel Jabber Mahmud Fernandez, il ragazzo di origini venezuelane morto la mattina di Pasqua mentre stava tornando a casa dopo una serata passata in discoteca. Già ieri pomeriggio, dopo poche ore dal lancio, la petizione aveva raggiunto le 848 firme. Elena ha 21 anni, la stessa età di Abdel, è di Porto Ercole e anche se adesso studia a Bologna al paese torna ogni estate. Quella è la sua casa e lì c’è il suo cuore. «La morte appartiene alle nostre vite - dice - purtroppo è una cosa che riguarderà tutti prima o poi ma non a 20 anni. Gli incidenti sulla provinciale 2 sono stati troppi e troppe le morti di giovani ragazzi. All’altezza del bivio della Feniglia dove è morto Abdel - aggiunge - non esiste nemmeno l’ombra di un lampione. È in questo tratto buio e con le curve che avvengono moltissimi incidenti. È qui che Ambra Sabatini (nei giorni scorsi anche quest’ultima e il padre Ambrogio che su quel tratto di strada furono coinvolti in un incidente hanno chiesto interventi per poter rendere la strada più sicura, ndr) ha perso la sua gamba, è qui che un ragazzo di soli 21 anni, amico di tutti, bello come il sole, lavoratore, pieno di sogni, è morto a Pasqua».

Elena è stata una compagna di classe di Ambra e già nel 2019 si era resa conto che su quell’arteria si verificavano troppi incidenti. Non si dà pace per la morte del suo amico e ha deciso di fare quello che può, per non far passare sotto silenzio le condizioni della strada provinciale. Secondo lei andrebbe illuminata o andrebbero fatte delle rotatorie, messo un autovelox. Insomma qualcosa che impedisca a chi guida di andare veloce. «A volte si tende a premere il piede sull’acceleratore ma se c’è qualcosa che lo impedisce magari chi guida ci pensa prima di andare veloce - dice la studentessa - Nessuno potrà ridarci la vita di Abdel e quella di tanti altri prima di lui. Nessuno potrà riportare fra noi coloro che hanno perso la vita in quella strada killer ma possiamo fare qualcosa perché chi ha la competenza intervenga e impedisca che tragedie come quella di Abdel si possano ripetere. Penso a tutte quelle famiglie che hanno dovuto soffrire e che patiscono un dolore inimmaginabile, costrette ogni volta che la ripercorrono a rivivere quei momenti strazianti». Elena crede che è proprio dai giovani che la sera escono e frequentano i locali debba partire la richiesta di fare qualcosa per permettere a loro ma anche a tutti coloro che transitano in quella strada di farlo in sicurezza. Nel frattempo, la Provincia di Grosseto che ha competenza sulla strada si è attivata per fare delle verifiche.

«Sarà fatta una indagine sugli incidenti pregressi - dice il presidente della Provincia Francesco Limatola - andando anche a cercare i verbali di chi ha fatto i rilievi per capire la dinamica e se c’è qualcosa che non va sulla strada, se c’è qualche elemento che possa aver causato o contribuito a causare l’incidente. Se questi elementi saranno riscontrati, interverremo. Faremo anche un monitoraggio del traffico per capire come poter eventualmente intervenire». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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