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Diaccialone: blitz per rimuovere il trattore che bloccava la strada

di Ivana Agostini
Diaccialone: blitz per rimuovere il trattore che bloccava la strada

Era stato piazzato dalla proprietà. La Municipale arriva con un escavatore

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CAPALBIO. Blitz, ieri mattina, di agenti della municipale di Manciano e Capalbio e tecnici comunali, con l’ausilio di un escavatore, per rimuovere il grosso trattore con rimorchio che era stato piazzato per impedire l’accesso alla strada che collega Pescia Fiorentina a Manciano.

È l’ormai famosa vicenda dei cancelli dell’azienda agricola Diaccialone, il cui epilogo sembrava segnato. Tutto era iniziato alcuni anni fa quando i residenti della zona avevano chiesto la riapertura di una strada che si trova dentro l’azienda agricola e che, a loro dire, era a uso pubblico. Un uso pubblico riconosciuto dal Consiglio di Stato che, nell’autunno dello scorso anno, aveva deciso che i cancelli venissero abbattuti.

Il Comune di Capalbio, a ottobre, aveva dato seguito alla sentenza del Consiglio di Stato e aveva rimosso i cancelli con cui l’azienda Diaccialone aveva chiuso quel collegamento ormai diversi anni fa, resistendo sempre alle richieste di riapertura. Un risultato che è stato ottenuto a suon di ricorsi legali davanti al Tar e decisioni del Consiglio di Stato. Chi ha lottato per ottenere l’abbattimento dei cancelli credeva di aver vinto la guerra, però, si era presto reso conto che l’azienda non aveva intenzione di cedere tanto facilmente.

Ieri, tuttavia, intorno alle 9, davanti alla benna di un escavatore che ha spinto via il trattore messo dalla proprietà a ostruire il passaggio, nessuno ha potuto fare niente e la strada è stata liberata.

«Si riapre la strada bianca per il mare – dicono trionfanti i residenti che da anni lottano per la riapertura – Tanta gente, ciclisti, residenti, anche un’amazzone a cavallo, questa mattina (ieri) era presente all’avvio del cantiere per la riapertura, dopo oltre vent’anni, della storica strada che collega Manciano a Pescia Fiorentina, le colline maremmane al litorale. È l’antica doganale che – spiegano – come sancito lo scorso anno dal Consiglio di Stato, era stata abusivamente chiusa dai proprietari dei fondi confinanti della tenuta del Diaccialone. E così, su iniziativa del Comune di Capalbio, era stato ordinato ai privati di rimuovere i cancelli. Ne era seguito un lungo contenzioso, infine risolto con una sentenza del Consiglio di Stato che ha dato ragione al Comune sancendo l’antico uso pubblico della strada e la illegittimità dei cancelli, accogliendo anche le ragioni del Comune di Manciano che per la riapertura dello storico collegamento si era costituito in supporto ai colleghi di Capalbio. Ora – aggiungono i residenti – compiuti tutti i procedimenti del caso, dal parere favorevole della Soprintendenza a quello idrogeologico, il Comune ha attivato il cantiere che in pochi giorni porterà al ripristino del pubblico collegamento».

La riapertura, però, ha dovuto fare i conti con il contratto dell’azienda agricola Diaccialone che ha rimosso i cancelli ma che non ne voleva sapere di far passare mezzi e persone lungo quella strada che oramai è inglobata, a suo dire, nell’azienda la cui riapertura metteva a repentaglio l’incolumità delle bestie al pascolo.

«Nonostante il trattore – spiegano coloro che per anni hanno lottato per accorciare i tempi di percorrenza e collegare i due territori – la ditta non si è ovviamente fermata e, dopo l’intervento dei vigili che hanno constatato e denunciato all’autorità giudiziaria la nuova abusiva occupazione del pubblico collegamento, hanno rimosso il mezzo e avviato i lavori che già nella prima giornata sono arrivati a buon punto, cosicché la storica strada bianca sarà presto nuovamente disponibile per residenti e turisti».

La certezza è che la questione del Diaccialone non sia destinata a concludersi tanto facilmente nonostante ormai la breccia sia stata aperta.


 

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