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Il Montecucco festeggia al Vinitaly: presentato il nuovo logo del Consorzio

Raffigurato sul bancone di Montecucco allo stand di Vinitaly
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Raffigurato sul bancone di Montecucco allo stand di Vinitaly

La Denominazione d’origine celebra i suoi 25 anni con una master class esclusiva nato da un progetto di restyling sviluppato in collaborazione con Ied Firenze

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CINIGIANO.  Proseguono i festeggiamenti per i primi 25 anni di Denominazione d’Origine Montecucco, che al salone veronese di Vinitaly ha tenuto una master class esclusiva di vecchie annate e presentato il nuovo logo del Consorzio di Tutela sviluppato in collaborazione con Ied Firenze.

La degustazione – condotta dal wine expert e storyteller Filippo Bartolotta – ha messo in luce l’incredibile evoluzione nel tempo dei rossi amiatini, e anche di un vermentino, a partire dalla 2000 e fino all’annata appena messa in commercio delle aziende Villa Patrizia (Montecucco Rosso Doc Orto di Boccio 2000), Parmoleto (Montecucco Sangiovese Docg 2004), Basile (Montecucco Sangiovese Docg Riserva Ad Agio 2008), Collemassari (Montecucco Sangiovese Docg Riserva Poggio Lombrone 2009), Tenuta Impostino (Montecucco Sangiovese Docg Riserva Viandante 2013), Otto Ettari (Montecucco Sangiovese Docg Otto Ettari 2015), Perazzeta (Montecucco Sangiovese Docg Riserva Licurgo 2016) e Pianirossi (Montecucco Sangiovese Docg La Fonte 2019), per chiudere con Peteglia e il suo Montecucco Vermentino Doc 2014.

Referenze più o meno datate dove emergono inconfondibili tutti i tratti del territorio d’origine, in un sorso di grande complessità, balsamicità e freschezza tipica della viticoltura d’altura; ma anche fierezza che fa eco alla meravigliosa natura pressoché incontaminata che si alterna ai vigneti della Denominazione.

«Questa è la vera carta vincente del Montecucco», dice il presidente del Consorzio, Giovan Battista Basile: «il fatto che esista un’espressione del territorio che si riflette completamente nel vino e che diventa autenticità stessa del Sangiovese e del Vermentino. Autenticità che viene ulteriormente esaltata dalla sensibilità dei produttori rispetto alle tematiche ambientali».

E aggiunge: «Siamo di fronte a un territorio integro, che ho avuto modo di vivere in prima persona dalla fine degli anni ’90: non si parla solo di vigneti, ma anche di originalità del territorio, di rispetto della biodiversità e di pratiche agronomiche in armonia con l’ambiente».

L’anniversario è stato anche occasione per la Do di svelare in anteprima assoluta il suo nuovo logo consortile, nato da un progetto di restyling sviluppato in collaborazione con Ied Firenze e al suo debutto ufficiale proprio alla 55ª edizione di Vinitaly, dove per la prima volta ha accompagnato l’identità visita dello spazio espositivo e di tutti i materiali informativi del Consorzio di Tutela.

A maggio dello scorso anno 13 studenti del master in “Graphic Design - Focus on New Media” della prestigiosa scuola internazionale sono stati chiamati a rinnovare il logo del Consorzio proiettandone la secolare tradizione di viticoltura e agricoltura in una prospettiva futura del mondo e della comunicazione del vino.

Dopo una fase intermedia di selezione, ogni candidato ha presentato il proprio progetto all’esame di fine anno del corso di Corporate Identity e tre delle proposte – scelte dai docenti – sono passate al vaglio di una commissione interna al Consorzio, che ha proclamato vincitrice la studentessa indiana Damini Rathore. Per il suo lavoro, la studentessa ha tratto ispirazione dal valore del Consorzio presso la comunità locale, dal suo forte legame con il territorio e dall’impronta umana lasciata nella regione fin dal tempo degli Etruschi.

Il logo di sua ideazione evoca la topografia della regione del Montecucco – con sette linee a rappresentare i sette comuni che lo compongono – abbinandola ad un carattere elegante ma contemporaneo, che dimostra la volontà del Consorzio di guardare avanti pur mantenendosi fedele alle proprie radici e ai principi che lo hanno reso celebre a livello internazionale.

«Siamo davvero soddisfatti del nuovo logo e sorpresi dagli infiniti spunti creativi che tutti gli studenti del contest ci hanno fornito nel corso di questi mesi», commenta Patrizia Chiari, titolare di tenuta L’Impostino e consigliere di riferimento dell’iniziativa in seno al cda del Consorzio Montecucco: «È straordinario come Damini sia riuscita a dare un’immagine fresca e moderna a una tradizione secolare quale la nostra: con il suo lavoro ha saputo racchiudere la storia del Montecucco in un’identità visiva ricercata e al tempo stesso al passo con i tempi».

Rathore, vincitrice del concorso, si dice «onorata di questo premio, che rappresenta una tappa importante della mia carriera e mi rende ancora più motivata nel perseguire i miei studi in Graphic Design. Arrivo da un paese in cui il clima non è favorevole alla coltivazione della vite, perciò questa esperienza è stata per me doppiamente formativa: mi ha offerto un’occasione di crescita personale oltre che come studente di design».

 

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