Il Tirreno

Grosseto

Povertà

In arrivo 300 sfratti a Grosseto e le morisità aumentano

di Massimiliano Frascino
In arrivo 300 sfratti a Grosseto e le morisità aumentano

Il Sunia segnala difficoltà crescenti per pagare le bollette. «Senza ascensore metà degli appartamenti assegnati ad anziani»

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GROSSETO. Positivo il fatto che Edilizia provinciale grossetana spa realizzi due grossi interventi di manutenzione straordinaria su 160 appartamenti di edilizia pubblica coi fondi del Pnrr, ma per Antonio Terribile, segretario provinciale di Sunia Cgil, si tratta del «minimo sindacale».

Anche perché «dei 3000 appartamenti di edilizia residenziale pubblica presenti in provincia, sono la metà quelli che hanno bisogno di interventi di manutenzione straordinaria e ordinaria. Una situazione ormai incancrenita, che peggiorerà ulteriormente a causa delle recenti scelte fatte dal governo con la legge di bilancio di non finanziare il fondo nazionale per le manutenzioni del patrimonio residenziale pubblico». Reduce dalla presentazione del rapporto sulla povertà messo a punto per la Caritas dai centri studi Nomisma e Censis, Terribile torna alla carica per sottolineare la drammaticità del problema dell’accesso alla casa da parte dell’utenza debole. «Dal rapporto Caritas – spiega Terribile – viene fuori che il 16% delle famiglie italiane non riesce a onorare i pagamenti delle utenze domestiche. Questa percentuale, naturalmente, sale fra gli assegnatari di alloggi di proprietà pubblica. Caliamo questo dato sulla nostra realtà: quest’anno in provincia di Grosseto avremo più di 300 sfratti esecutivi. La riduzione drastica della platea dei percettori del reddito di cittadinanza, inoltre, comporterà un aumento della morosità degli inquilini degli appartamenti di edilizia residenziale pubblica. Che già hanno sofferto particolarmente gli incrementi delle bollette energetiche dei mesi scorsi. Non solo, la scelta del governo di non finanziare il fondo nazionale di integrazione ai canoni di affitto, si riverbererà direttamente sui territori dove i Comuni privati di queste risorse si troveranno ad affrontare un’ondata di morosità conclamate aggiuntive, con ulteriori richieste di sfratto. E di conseguenza l’aumento della tensione abitativa. Una serie di scelte scellerate compiute dal governo nei mesi scorsi sta per concentrare i propri effetti tutti insieme, con il rischio che questa volta si inneschi davvero un fenomeno diffuso di ribellione sociale».

Il Sunia, da parte sua, insiste sulle stesse cose oramai da diversi anni, chiedendo che si ragioni in termini di programmazione e di implementazione di un piano nazionale per la casa. «Vorrei fosse chiaro – aggiunge Terribile – che la nostra controparte non è l’Epg, ente al quale riconosciamo competenza tecnica nella gestione del patrimonio di edilizia pubblica. Non a caso, insieme a Federcasa, abbiamo denunciato l’assurdità di una normativa che impone agli enti gestori di pagare l’Imu ai Comuni, aggravandone i bilanci e sottraendo risorse a manutenzioni e nuove realizzazioni. Quello che si va prefigurando nell’immediato futuro è la follia per la quale si procederà a una nuova ondata di vendite di appartamenti ex Ater per finanziare le sole manutenzioni, rinunciando allo stesso tempo a reinvestire i proventi per costruire nuove case delle quali ci sarebbe bisogno come il pane per dare una risposta all’emergenza abitativa che assedia le fasce più esposte della popolazione. Sei milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà».

Fra l’altro, c’è anche un problema aggiuntivo che sta cominciando ad emergere in modo evidente. «Considerato il trend generale di invecchiamento della popolazione – spiega il presidente del Sunia – gli assegnatari delle case pubbliche hanno un’età sempre più alta, e cresce l’incidenza delle persone non autosufficienti. Il problema è che almeno la metà degli appartamenti sono sprovvisti di ascensore ed è impossibile dare corso a bandi di mobilità per mancanza di alloggi. Da questa situazione complicata – conclude – è possibile uscire solo con un piano nazionale della casa, accompagnato da misure di sostegno al reddito e agli affitti concordati, perché il mercato delle locazioni è sostanzialmente stagnante e i prezzi sono inaccessibili». Nei prossimi giorni Sunia Cgil si incontrerà con Sicet Cisl e Uniat Uil per condividere un documento da sottoporre alla rete istituzionale.


 

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