Il presidio
Addio a Baggiani, formidabile bomber: «Le sue reti ci hanno fatto sognare»
Monte Argentario, negli anni ’80 fu un’icona del calcio, si è spento per un malore: aveva 59 anni
MONTE ARGENTARIO. Mercoledì sera se n’è andato all’improvviso, prematuramente a causa di un malore, Roberto Baggiani, una delle icone del calcio degli anni 80, uno dei più forti attaccanti che abbia mai espresso il calcio dilettanti della Maremma.
Quando da Porto Santo Stefano ha iniziato a diffondersi la notizia c’è stato un mix di sgomento e incredulità a cui si è aggiunto subito il dolore per una vita spezzata così improvvisamente. Roberto Baggiani avrebbe compiuto 60 anni il prossimo 12 settembre, classe 1963, lascia la moglie Emanuela, la figlia Azzurra, il fratello Giovanni, le sorelle Grazia e Serena, oltre all’anziano padre.
L’allenatore dell’Argentario Riccardo Berni, suo carissimo amico, lo ricorda così: «calcisticamente Roberto è stato un talento puro, un attaccante con i piedi da trequartista, esordì in prima squadra nell’Argentario a 16 anni perché aveva nettamente un passo in più. Oltre ad aver condiviso soddisfazioni e gioie su un campo di calcio abbiamo condiviso gli anni più belli della nostra giovinezza. In questa stagione dopo ogni partita dell’Argentario arrivava puntualmente il suo messaggio, Roberto mi ha scritto anche domenica dopo la vittoria contro il Caldana e adesso sembra impossibile che lui non ci sia più, mi mancherà moltissimo, quando se ne va un amico ci sentiamo ancora più impotenti». Il direttore generale dell’Argentario Maurizio Capitani è affranto: «da ragazzi abbiamo giocato insieme a pallone dove adesso ci sono le scuole elementari a Porto Santo Stefano, è stata una persona solare, disponibile, perbene e un grande attaccante che ci ha fatto gioire in tante occasioni con i suoi gol straordinari».
Fortunato Castriconi è stato suo testimone di nozze e ricorda che fece di tutto per portarlo a giocare con lui: «io militavo nel Venturina, il nostro allenatore era Tanfani e per un intero anno gli ho descritto le straordinarie qualità di Baggiani. Al termine del campionato Tanfani lo voleva ma il Venturina non lo confermò e Tanfani si portò Baggiani a Follonica. A Venturina arrivò Mister Luciano Bianchi, anche a lui feci presenti le qualità di Baggiani e infatti nel campionato successivo lo volle a Venturina. Ricordo il giorno in cui venne inaugurato lo stadio Santa Lucia, in quell’occasione il Venturina vinse per 2 a 0 contro il Folgor Marlia con una doppietta di Roby gol, ovvero Roberto Baggiani».
Il bomber ha lasciato un segno indelebile anche nel Porto Ercole dove contribuì a suon di gol alla vittoria nel campionato di seconda categoria, l’anno dopo ancora uno strabiliante campionato in prima categoria con un prestigioso terzo posto dietro due corazzate come Colligiana e Pianese e l’anno successivo fece raggiungere al Porto Ercole il punto più alto della propria storia calcistica arrivando a un passo dal salto in Promozione, la squadra allenata da Erasmo Scotto restò in testa alla classifica fino all’ultima giornata quando venne superata dal Chiusi nello scontro diretto giocato di fronte a miglia di spettatori. Non a caso Vincenzo Sabatini ha ricordato quegli anni definendo «Roberto Baggiani e Ottorino Scotto la coppia di attaccanti più forte mai vista giocare a Porto Ercole, le vostre reti ci hanno fatto sognare e sfiorare la storica promozione del 1985».
A Vincenzo Sabatini fa eco proprio il gemello del gol Ottorino Scotto: «ricorderò il mio amico Roberto come il migliore giocatore che ho avuto al mio fianco. È stato un giocatore intelligente, elegante, raffinato, velocissimo con i piedi e di testa, un numero 9 assolutamente unico».
Stefano Malacarne negli anni 80 era il direttore sportivo dell’Orbetello e rammenta: «nel 1987 feci il colpo di mercato dell’anno portando a giocare al Vezzosi un giocatore del suo calibro, un grandissimo giocatore, è stato sempre un piacere incontrarlo nel corso degli anni e il tempo non ha mai cancellato un affetto costante e reciproco». Nella sua carriera Roberto Baggiani ha giocato anche nell’Aegilium dove ha lasciato il segno vincendo un campionato a suon di gol. Lo ricorda con nostalgia e affetto il capitano di quella squadra Roberto Galli: «Roberto venne a giocare all’Isola del Giglio con suo fratello Giovanni che ricopriva il ruolo di stopper. Venire all’Isola del Giglio comporta sacrifici logistici ma lui lo fece volentieri e ci trascinò alla vittoria del campionato non soltanto per i gol ma anche perché si dimostrò un autentico uomo spogliatoio creando un bel clima nella squadra e quando in determinate trasferte c’era da soffrire e pure da prendere qualche calcio lui non si tirava mai indietro. Posso dire che Baggiani ha fatto crescere molto sia il sottoscritto che l’Aegilium, con lui abbiamo vissuto un periodo stupendo».
Oggi l’ultimo saluto sarà nella chiesa dell’Immacolata nel rione Valle a Porto Santo Stefano alle ore 11.
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