Il presidio
Follonica, aggredì col bastone i vicini di casa: dovrà sottoporsi a cure psichiatriche
Misura di sicurezza per un ultra 70enne: i fatti nell’agosto scorso
FOLLONICA. È stato riconosciuto come affetto da una grave patologia psichiatrica e per questo motivo le accuse di minacce e lesioni ai danni dei vicini di casa (anche con un bastone) sono destinate a cadere. Ma nei suoi confronti è stata comunque disposta una misura di sicurezza: per aiutarlo a recuperare e per evitare che episodi di questo genere possano ripetersi.
Lo ha deciso il giudice Marco Mezzaluna, che su richiesta della Procura ha ordinato all’uomo – un ultra 70enne abitante a Follonica – di presentarsi al servizio di salute mentale e di seguire tutte le terapie che saranno per lui decise dal personale medico, di qualsiasi genere. Una decisione presa al termine della perizia ordinata in sede di incidente probatorio (un’anticipazione del processo), al termine del quale lo specialista incaricato ha stabilito che l’uomo è affetto da un disturbo delirante di tipo persecutorio: lo stesso delirio che gli fa ritenere di essere al centro dei dispetti se non delle vere e proprie minacce da parte dei vicini di casa. Un’interpretazione del tutto personale dei comportamenti dei vicini che anzi, secondo le conclusioni dell’indagine, sono le vere vittime di questa situazione: un vicino ferito (e con prognosi di dieci giorni) da dei colpi vibrati dall’anziano con un bastone lungo una settantina di centimetri, un altro vicino mancato di poco. E quest’ultimo sarebbe stato minacciato di morte. Mentre una terza persona sarebbe stata colpita a calci e pugni ma anche con due lattine di birra, con una quindicina di giorni di guarigione. Quest’ultimo episodio risalente a quasi un anno fa, mentre le minacce e le lesioni, sia riuscite sia tentate, portano la data dell’agosto scorso. Un episodio per il quale erano intervenuti i carabinieri, che avevano sequestrato il bastone (per il quale è stata infine formulata anche l’ipotesi di porto abusivo).
Il quadro complessivo ricostruito anche con altre testimonianze ha indotto il giudice a procedere con l’accertamento sulla capacità di intendere e di volere: una capacità che non c’era al momento dei fatti, secondo lo specialista. Questi ha descritto come lucido e orientato l’indagato ma ha anche formulato un giudizio di pericolosità sociale, tale da rendere necessarie le cure e l’assistenza.
Insomma, l’uomo non può essere lasciato abbandonato a sé, potrebbe essere concreto il rischio che episodi del genere possano verificarsi di nuovo; ed è insomma necessario che il sistema sanitario si prenda cura di lui. Oltre all’obbligo di seguire le prescrizioni medici, l’uomo dovrà rimanere a casa nelle ore notturne; gli è stato intimato di non bere alcolici e, anche, di andare in giro con qualsiasi oggetto che possa far male.
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