Banche, in dieci anni scomparsi oltre sessanta sportelli in provincia di Grosseto
I dati provinciali della Banca d’Italia: negli ultimi mesi siamo sotto quota cento. Dimezzati nel capoluogo, l’analisi del sindacato Fabi: «Una drastica riduzione»
GROSSETO. La Maremma, dal 2012 a oggi, ha perso oltre sessanta sportelli bancari. Secondo i dati statistici della Banca d’Italia, ripresi da uno studio della Fabi, al 31 dicembre 2011, le filiali in provincia di Grosseto erano 160, diventate 116 dieci anni dopo e scese addirittura sotto a cento negli ultimi mesi. E non è finita qui. Banca Intesa ha annunciato per le prossime settimane, a fine marzo, la chiusura della filiale di via XXIV maggio a Marina di Grosseto, mentre entro giugno ci sarà anche la sparizione della Bpm da Scansano. Un’emorragia che era stata segnalata dalla Fabi, il più importante sindacato italiano di categoria, nel corso dell’assemblea elettiva dello scorso 18 gennaio a Palazzo Aldobrandeschi. «Le banche devono tornare ad avere una funzione sociale». Ad affermarlo è stato Franco Casini, segretario nazionale amministrativo e coordinatore della Fabi del Monte dei Paschi.
«Le banche, nei loro piani industriali – sottolinea Monica Grechi della segreteria Fabi di Grosseto – prevedono ormai solo chiusure, senza guardare alle necessità dei clienti». Com’è stata la partenza del 2023, chiediamo: «Molto sotto tono – risponde la Grechi – l’affluenza alle casse è molto diminuita dopo la pandemia, probabilmente anche a causa della crisi economica. Il personaggio tipico della banca è il pensionato, che avendo più tempo libero veniva allo sportello anche per fare l’estratto conto, perché non si fidava nemmeno del bancomat». «Nelle ultime settimane – prosegue la dipendente di Mps al terzo mandato nel sindacato Fabi – c’è stato un altro cambiamento: il giorno di pagamento delle pensioni c’era sempre la fila, invece adesso gli clienti vengono più alla spicciolata e non perché utilizzano gli sportelli automatici».
Le banche, insomma stanno risentendo del cambiamento della società e la tecnologia c’entra solo relativamente, perché l’Italia è il paese dell’Europa occidentale con la più bassa percentuale dell’Internet Banking, appena il 45% (era al 21% nel 2012), contro il 75% di Belgio, 72% di Francia e 65% di Spagna. Il record è dei paesi nordici, con la Norvegia al 96% e la Danimarca al 95%. In Maremma, però, c’è una popolazione anziana che avrebbe ancora bisogno del rapporto umano che garantisce il cassiere e invece si assiste a una continua discesa del dato degli sportelli presenti.
In questi anni, tra accorpamenti, fusioni e chiusure è cambiata la mappa degli sportelli soprattutto nel comune di Grosseto. In città ne sono ormai rimasti solo venti. Si pensi che nel 2009, quindi meno di quindici anni fa, erano ben 45.
Alcuni istituti hanno comunque mantenuto la sede per trasferirci il centro imprese, come l’Unicredit in via Europa o piazza Lamarmora, o come Intesa in piazza Volturno. La Bnl ha tolto il cassiere da viale Giulio Cesare, lasciando le due postazioni bancomat e l’ufficio di consulenza. Deutsche Bank ha trasferito la sede a Livorno, ma i locali di piazza Rosselli sono stati occupati da Db Easy, che si è trasferita da via Mameli per continuare a curare il commerciale. Il 1° aprile rimarranno due gli sportelli, dopo la prossima chiusura di Banca Intesa a Marina di Grosseto, nelle frazioni: quelli di Banca Tema a Braccagni e a Marina di Grosseto. Per gli abitanti dei paesi rimangono solo i bancomat di Alberese, Rispescia, Principina a Mare e nel porto di Marina ci sono postazioni Bancomat. Batignano e Istia d’Ombrone non hanno nemmeno lo sportello automatico. L’unica nota di consolazione che tutti e 28 i comuni della provincia di Grosseto hanno almeno uno sportello bancario.
Il 7% della popolazione italiana vive in territori dove non ci sono più agenzie bancarie. Il record è in Piemonte con il 13,8% dei comuni senza banche. La Toscana si attesta invece all’1,5%, con alcuni comuni delle province di Lucca, Firenze, Prato, Pistoia, Livorno, Massa Carrara e Siena che non hanno più filiali.
«Grazie al Monte dei Paschi di Siena – sottolinea Monica Grechi – che ha trentaquattro sportelli nella nostra provincia (e nel piano industriale che vale fino al 2026 non sono previsti tagli), la Maremma ha una copertura totale, con almeno una banca per comune. Non si può però non rimarcare il fatto che c’è stata una drastica riduzione. E ci sono delle località come Caldana e Punta Ala, nelle quali non è più possibile usufruire di un’agenzia».
Per quello che riguarda il resto della provincia, Orbetello ha visto dimezzati gli sportelli, che sono passati da dieci delle ultimo censimento, a cinque. Follonica, dopo qualche accorpamento, ne ha sei, rispetto ai nove di qualche anno fa. In totale sono 67 le filiali in provincia, così ripartite: Campagnatico 1, Castell’Azzara 1 più 1 Selvena, Capalbio 2 più 1 Capalbio Scalo, Castiglione della Pescaia 5, Cinigiano 1, Gavorrano 3, Magliano in Toscana 2, Scarlino 2, Roccastrada 2, Civitella Paganico 2, Roccalbegna 1, Follonica 6, Massa Marittima 3, Semproniano 1, Arcidosso 2, Monte Argentario 4 (3 Porto S.Stefano, 1 Porto Ercole) Castel del Piano 5, Orbetello 5, Manciano 3, Montieri 1 Santa Fiora 1, Pitigliano 3, Sorano 2, Isola del Giglio 2, Scansano 3 (2 da giugno), Monterotondo Marittimo 1, Seggiano 1.
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