Il presidio
«Rispettarsi e dirsi sempre tutto», i segreti degli amori senza fine tra le mura della Rsa
Castel del Piano Eda, Noemi, Luana. Le signore della casa di riposo Vegni raccontano: istinto, pazienza, sincerità. E quel primo giorno che non si scorda mai
CASTEL DEL PIANO. Mano nella mano mentre cuori e rose rosse tappezzano la città. La giornata più romantica dell’anno è arrivata. C’è chi festeggia il proprio amore con una cena a lume di candela in ristorante, chi scambiandosi un regalo e chi, invece, preferisce passarla in intimità, solo con la propria dolce metà. C’è chi ha perso il suo amore e adesso vive solo nel suo ricordo o chi, nonostante sia sposato da decenni, non perde l’occasione di dedicare una parola dolce al suo innamorato o alla sua innamorata.
È il caso dei tanti anziani che vivono nella residenza sanitaria assistenziale “Giuseppe Vegni” di Castel del Piano che, in occasione di San Valentino, hanno raccontato cos’è per loro l’amore. O cosa ha significato per loro. «Per me l’amore è una cosa bella per tutti», scrive la 93enne Eda Guerri. Si è sposata quando aveva appena 19 anni, mentre il suo Elvio ne aveva 20, dopo quattro anni di fidanzamento. Sono stati insieme per tutta la vita, 72 anni di matrimonio, prima della scomparsa di Elvio. «Il segreto per un lungo matrimonio è il rispetto reciproco. In tutti questi anni io ho sopportato lui, e lui sopportato me», racconta sorridendo.
Anche Noemi ha 93 anni. Per lei, l’amore è «una cosa che dev’essere duratura e che si vada d’accordo con la famiglia». Lei e il suo Ottorino sono stati sposati per 57 anni. «Dicevo tutto a mio marito, soprattutto le cose più importanti. Alle giovani coppie dico di cercare sempre di andare d’accordo, di trovare una soluzione, perché poi se ci vanno di mezzo i figli ne soffrono», dice.
Carla De Micelis di anni ne ha 83. «Per me, mio marito era tutto. L’amore romantico, quello vero, è per una persona sola nella vita, secondo me. Io e lui abbiamo passato una bella vita. Avevamo una fiducia immensa l’uno nei confronti dell’altro», racconta emozionata. Nonostante siano passati decenni, ricorda ancora alla perfezione come tutto cominciò. «All’inizio eravamo amici. Poi io mi trasferii con mio papà in Romagna. Lui, invece, andò militare a Brescia. Un giorno, senza neanche sapere il mio indirizzo di casa, venne a trovarmi. Chiese a qualcuno in paese se mi conoscesse e alla fine bussò alla mia porta alle 6, 30 del primo maggio».
Anche la 83enne Luana Giannetti ricorda ogni dettaglio di quando conobbe il suo Alighiero. «Era un venerdì di settembre. Io e le mie amiche eravamo venute a Castel del Piano con l’autobus. La sera, per tornare a casa, era sempre piena. Dei giovanotti ci offrirono un passaggio in motorino. Alighiero mi disse “domenica torno in paese”». E da lì, non si sono più lasciati. Il padre di lei non voleva che si sposassero, ma loro non gli hanno dato retta e sono andati avanti per la loro strada. Sessant’anni d’amore.
Per Fernanda Fazzi, 93 anni, l’amore è «un istinto. Una cosa necessaria». Lei e suo marito erano vicini di casa poi, lei 22 anni e lui 27, si sono sposati. Insieme hanno dovuto affrontare la morte di un figlio. «All’inizio mi sembrava di morire, ma poi ho ritrovato la forza di amare. Per me, il volontariato è stata una medicina. Ho ritrovato la forza nell’amore per le altre persone, aiutando chi aveva bisogno», racconta. «Per me, l’amore più importante è quello per la famiglia», dice
Maddalena Corsini, 93 anni, non ha dubbi: «L’amore per i figli è quello più forte. Adesso, lo provo anche per mia nipote. Grazie a lei, sono mamma due volte».
C’è anche chi, per amore, è rimasto scottato, come Piergiorgio, per il quale «l’amore è una cavolata».
Per la 77enne Gabriella Lorenzini, invece, l’amore è comprensione e rispetto. «Io e mio marito Luigi siamo sposati da 51 anni. Abbiamo affrontato ogni tipo di situazione. Il consiglio che do alle giovani coppie è di parlare tanto. Io a Luigi ho sempre detto tutto, giusto o sbagliato che fosse, e forse è proprio la sincerità che ci ha tenuto insieme per tutti questi anni».
La 95enne Assunta Monaci e suo marito, invece, si erano conosciuti a ballare in un locale di Roma. E hanno sempre continuato a farlo, andando in giro per i paesi dell’Amiata e non solo. «Eravamo giovani e i tempi erano belli – racconta – Lui era un uomo carino e gioviale. Parlava con tutti e anche noi, in casa, parlavamo tanto. Per me l’amore era tutto».
Anna Pasquini, 88 anni, ha amato tanto suo marito. Adesso che non c’è più tutto il suo amore va alla nipote. «Siamo stati sposati 47 anni. Quando lui è morto, per me è stato un duro colpo. Abbiamo vissuto una vita faticosa, ma bella. Ci siamo voluti tanto bene. Vivevamo l’uno per l’altra. Non so se oggi c’è una coppia bella come lo eravamo noi», racconta. E i suoi occhi s’illuminano. «Rispettarsi, andare d’accordo e volersi bene sono i segreti per un bel matrimonio».
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