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Lavoro

Costi alti e attività bloccate: 200 pescatori in ginocchio

di Ivana Agostini
Costi alti e attività bloccate: 200 pescatori in ginocchio

Il caro carburante mette in gravi difficoltà i pescatori tra Porto Santo Stefano e Porto Ercole

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MONTE ARGENTARIO.  Caro carburante e fermo pesca mettono in ginocchio i pescatori di Monte Argentario. Tra Porto Santo Stefano e Porto Ercole le imbarcazioni dei pescatori professionisti sono 30: in tutto 150 persone a cui devono essere sommate gli altri 50 addetti della piccola pesca (anche qui, 30 imbarcazioni).

Come se non bastasse l’aumento del carburante, che sta tormentando i pescatori ormai da tempo, un altro problema sta mettendo la categoria in grande difficoltà: i giorni di stop dell’attività. I pescatori, infatti, in questa parte di mar Tirreno, sono costretti a interrompere il loro lavoro a ottobre e per 60 giorni: sono le così dette “giornate aggiuntive”. Si parla dei pescatori che svolgono la pesca a strascico legale danneggiati da questa situazione e dall’aumento dei costi. Infatti un peschereccio consuma circa quattro mila litri a settimana. Il costo del gasolio per la pesca ha raggiunto quasi un euro e la situazione è veramente pesante e difficilmente sostenibile. «Le giornate lavorative – spiega a Il Tirreno Sandro Costaglione, vice presidente della cooperativa Sant’Andrea di Porto Santo Stefano – tolti il sabato e la domenica che bisogna stare fermi per legge, i giorni rossi sul calendario, il fermo obbligatorio di ottobre per la nostra zona, si aggirano intorno ai 228 l’anno. A questi giorni vanno tolti, a piacimento, circa 60 giorni di quelle che sono chiamate giornate aggiuntive (non retribuite, ma a carico degli armatori). Rimangono così 160-170 giornate lavorative l’anno», riepiloga.

Tradotto: per chi deve vivere con i proventi della vendita del pesce sono troppo pochi. «Anche quando il lavoro è fermo – aggiunge Costaglione – la vita continua. Le spese per vivere ci sono e quindi come possiamo andare avanti?». Oltre ai giorni di fermo obbligatori, c’è poi da considerare i momenti nei quali non è possibile andare in mare a causa del maltempo. Per la prossima settimana, infatti, è previsto tempo buono lunedì, ma non martedì e mercoledì quando i pescherecci potrebbero restare in banchina. I pescatori, insieme alle associazione di categoria, in modo specifico, insieme a Coldiretti, cercheranno di trovare una soluzione a un fermo pesca così prolungato pur nel rispetto di un’attività sostenibile che nessuno vuole mettere in dubbio.

«Riprenderemo un percorso interrotto con la pandemia – spiega Danilo Di Loreto, responsabile Coldiretti per la pesca e l’acquacoltura –. Verificato quelle che a oggi sono le priorità, raccolte le istanze e le proposte di tutti i partecipanti ai vari incontri, sarà delineata la strategia di intervento. I canali istituzionali a cui rivolgere le eventuali proposte saranno quelli di volta in volta più idonei alla risoluzione del problema (commissione Unione europea, Masaf e Regione Toscana). L’importante – conclude Di Loreto – è che si inizi a pensare ad alternative che cambino paradigmi ormai obsoleti».


 

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