Il Tirreno

Grosseto

Il caso

«Aiuto, mi ha buttato dal balcone». Ventenne trasportato in ospedale

Una pattuglia dei carabinieri (foto d’archivio)
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Una pattuglia dei carabinieri (foto d’archivio)

Manciano, a chiamare i soccorsi il giovane stesso: un giorno di prognosi

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MANCIANO. Il compito di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti potrebbe – si vedrà – spettare ai carabinieri, perché gli aspetti da chiarire in questa vicenda di certo non mancano.

Il fatto risale alla notte fra venerdì e ieri. Siamo nel pieno centro del paese, a tarda ora. In un appartamento divampa una lite fra due persone, entrambe di origine straniera: le grida, via via sempre più forti, si sentono fin dalla strada sottostante così come nelle abitazioni vicine. A un certo punto arriva l’ambulanza del servizio di emergenza di Manciano.

Il presunto aggredito avrebbe raccontato ai soccorritori, chiamati da lui stesso, una versione secondo la quale l’altra persona presente all’interno dell’appartamento lo avrebbe condotto sul terrazzo e gettato di sotto, in strada: un volo di circa tre metri.

I volontari prestano al ferito le prime cure. A un primo esame i soccorritori non riscontrano ferite gravi: niente ossa rotte, nessuna emorragia. Per escludere ulteriori complicazioni non visibili dal controllo preliminare, tuttavia, i volontari decidono per il trasporto all’ospedale Misericordia di Grosseto in codice due (non lieve, ma neanche grave).

La prognosi sarà di un solo giorno.

Nel frattempo, a Manciano, sul luogo dell’accaduto arrivano i carabinieri, che ascoltano il presunto aggressore, cioè l’altra persona presente all’interno dell’appartamento.

I militari trovano conferma che – effettivamente – il ventenne è stato “buttato fuori” di casa: se in senso metaforico o letterale, però, non è ancora chiaro. Il presunto aggressore, infatti, non avrebbe fornito indicazioni particolari in merito alle modalità dell’accaduto.

Al momento, stando alle evidenze, i militari non ravvisano reati.

Eventuali sviluppi dipenderanno quindi dalla volontà del presunto aggredito, che ha la facoltà di rendere dichiarazioni ai carabinieri; anche sotto forma di denuncia, che porterebbe i militari ad agire di conseguenza nei confronti dell’altra persona coinvolta.

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