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Tribunale

Grosseto, picchia e offende l’anziana madre: 56enne allontanato da casa

di Pierluigi Sposato
L’aula gip-gup del Tribunale
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L’aula gip-gup del Tribunale

L’uomo si è difeso davanti al giudice: «Non è vero, hanno ingigantito tutto»

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GROSSETO.  Allontanato da casa perché avrebbe maltrattato la madre invalida e non autosufficiente («mi hai rovinato la vita»), fino a picchiarla in un paio di occasioni. «Hanno voluto ingigantire i fatti», ha spiegato l’indagato, 56 anni, abitante nel sud della provincia. L’uomo, assistito dall’avvocata Susanna Bruni, è stato sentito ieri mattina dal giudice Marco Mezzaluna che subito prima di Natale aveva disposto l’allontanamento dell’uomo dalla casa in cui vive insieme alla madre, 88enne, e insieme alla sua nuova compagna.

Una misura ritenuta sufficiente a interrompere la serie di maltrattamenti che, secondo l’imputazione, sarebbe andata avanti dal giugno scorso. All’origine di tutto, probabilmente, la volontà di separare l’uomo e la sua nuova compagna, una coppia spesso aggressiva che, vittima di alcolismo, rischia anche di essere dannosa l’uno per l’altra: litigano, fanno scenate, si denunciano a vicenda. Quando la nuova compagna era stata allontanata da casa, sarebbero iniziate le manifestazioni violente dell’uomo.

Questi ieri si è detto dispiaciuto di quanto è avvenuto ma ha comunque voluto chiarire che il quadro descritto non è affatto veritiero. Saranno comunque le indagini, con gli accertamenti condotti dai carabinieri, a stabilire se vi siano responsabilità.

Venti giorni e sette giorni sono le prognosi per la donna dei due episodi di lesioni affiancati ai maltrattamenti, entrambi risalenti a pochi giorni fa. In un caso l’uomo sarebbe rientrato a casa in stato di ubriachezza e avrebbe prima accusato la madre di non volere in casa la sua compagna e poi l’avrebbe schiaffeggiata sulle mani; nel secondo, tre giorni dopo, sempre in stato di ubriachezza, avrebbe preso di nuovo a schiaffi le mani della madre, strappandole anche di mano, e rompendolo, il telefono con il quale lei stava cercando di chiedere aiuto. Da quando (e cioè dal giugno scorso) la compagna era stata allontanata da casa, lui avrebbe offeso la madre «mi hai rovinato la vita, ti venisse…» e altre frasi di questo genere.

Lei, la madre, pur se intimorita non avrebbe voluto mai querelarlo ma il fascicolo sarebbe andato ugualmente avanti perché i carabinieri erano intervenuti dopo aver appreso che una donna era stata picchiata dal figlio; ha anzi cercato di proteggerlo fino all’ultimo, pur se non avrebbe avuto alcuna responsabilità nell’allontanamento della compagna. Le parole della ex moglie dell’indagato (che aveva assistito l’anziana in ospedale – dove era stata trattenuta in conseguenza dell’attivazione del codice rosa) sono state riscontrate con quelle della badante, che aveva assistito all’episodio, aveva cercato di fermare l’uomo e aveva poi portato l’anziana, impaurita, in camera da letto. Da qui la badante aveva chiesto aiuto alla ex nuora di lui e, quando era arrivata, lei aveva deciso di chiedere soccorso al 118. Un quadro coincidente è poi arrivato proprio dalle parole della ex moglie: è stata lei a consegnare ai carabinieri alcune foto scattate all’anziana, quelle delle mani piene di lividi. Lividi che lei aveva visto anche nei mesi precedenti.




 

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