Il presidio
Dopo quattro giorni di agonia è morto il pedone investito in viale Uranio. Addio a “Paolino” Ciarapica
Grosseto, era stato travolto da uno scooter nella strada killer dei troppi incidenti
GROSSETO. “Paolino” non ce l’ha fatta. Gian Paolo Ciarapica – l’uomo investito mercoledì 16 novembre mentre attraversava la strada in viale Uranio – è morto domenica sera, all’ospedale Misericordia di Grosseto. Aveva 78 anni. Si trovava a pochi metri da casa, quando è stato travolto da uno scooter che stava viaggiando su viale Uranio in direzione Aurelia Nord.
A bordo dello scooter che lo ha travolto c’era un 55enne, che ha riportato una frattura a una gamba. L’incidente è avvenuto nel pomeriggio, intorno alle 16, davanti al centro commerciale, a poche decine di metri dall’edicola. Le condizioni di Ciarapica erano risultate subito preoccupanti: aveva riportato lesioni alla testa e a una caviglia, oltre a varie ferite al volto. È stato poi operato all’ospedale Misericordia. Ma la speranza di familiari e amici è andata in frantumi domenica sera, quando il suo cuore ha ceduto.
Ciarapica viveva nei dintorni e tutti i giorni passeggiava per quelle strade. Aveva solcato quella strada e quei marciapiedi centinaia di volte. «Attraversava sempre sulle strisce davanti all’edicola. Chissà perché quel pomeriggio ha deciso di attraversare davanti casa», racconta una donna, e nel mentre scuote la testa. «Povero Paolino, era proprio una bella persona». E ancora non sembra credere al fatto che non ci sia più. Nel quartiere lo conoscevano tutti.
«Stamani (ieri mattina, per chi legge) è stato un via vai di persone che mi chiedevano di Gian Paolo. Nessuno riusciva a credere a ciò che era successo. Tutti gli volevano bene», racconta Luca Tenti, titolare dell’edicola di viale Uranio. Conosceva bene Gian Paolo, dato che era un cliente abituale. «Veniva qui tutte le mattine a comprare il giornale. Passava anche nel pomeriggio per scambiare due chiacchiere». E poi passeggiava per la strada, finché non incontrava il suo amico. Insieme si sedevano su una panchina e stavano ore e ore a parlare del più e del meno. E forse, è proprio lì che stava andando, quel mercoledì pomeriggio. Forse, come ogni giorno, era sceso di casa e aveva attraversato la strada per andare a scambiare due parole con gli amici di sempre. «Salutava sempre tutti – racconta Franco, un amico di vecchia data – . Aveva sempre la battuta pronta ed era molto solare e simpatico. Mi dispiace davvero tanto».
Da anni, Ciarapica prestava servizio nella vicina chiesa di Santa Lucia. Era stato anche volontario nella Caritas parrocchiale, almeno fin quando le sue condizioni di salute glielo avevano permesso. «Era un tipo molto allegro e di compagnia – racconta padre Francesco, parroco della chiesa di Santa Lucia – . Gli piaceva tanto raccontare le sue avventure, passate e presenti. A volte veniva a mangiare con noi frati la domenica. Amava i tortelli maremmani», ricorda sorridendo.
Spesso rammentava la moglie, l’amata Fedora, scomparsa qualche anno fa. «Gli mancava tanto», continua. Comunque, era sempre molto giocoso: «Quando c’era lui, non mancava mai un detto popolare, un modo di dire o un aneddoto».
Ciarapica era stato molto amico di don Franco Agostinelli, vescovo della diocesi di Grosseto dal 2001 al 2012. Oltre che dalla fede, erano uniti anche dalla passione per i rossoneri: tifosi del Milan, capitava spesso che guardassero insieme le partite.
La strada killer
Purtroppo, viale Uranio non è nuova a incidenti di questo tipo. L’ultimo incidente mortale si era verificato nel novembre di tre anni fa. A perdere la vita fu Renato Berti, quasi coetaneo di Ciarapica: il primo era nato nel 1943, il secondo nel settembre del 1944. Uniti da un tragico destino a causa di due incidenti, avvenuti quasi nello stesso punto, a tre anni di distanza l’uno dall’altro. Ciarapica stava attraversando a piedi, mentre Berti stava viaggiando con il suo scooter in direzione Castiglionese, quando si scontrò con un’auto che si era immessa nel viale e stava svoltando verso via Aurelia Nord in uno dei varchi, che sono poi stati chiudi. Le sue condizioni erano apparse subito disperate e, infatti, morì poco più tardi.
Per fortuna, da allora non c’erano stati più incidenti mortali in quella via, fino alla scorsa settimana. Un viale molto trafficato e pericoloso: basti pensare che nel triennio 2017-2019 ci sono stati 31 incidenti. Undici soltanto lo scorso anno. Ancora non è stata fissata la data del funerale di Gian Paolo. La salma è stata portata a Siena per essere sottoposta ad autopsia; nel frattempo sono in corso gli accertamenti del caso sulla dinamica esatta dello scontro condotti dagli agenti della polizia municipale.
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