Il Tirreno

Grosseto

Il caso

Strada della Sabatina: bocciato il ricorso della Provincia

di Matteo Scardigli
Strada della Sabatina: bocciato il ricorso della Provincia

Campagnatico, per il Tar mancano i requisiti

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CAMPAGNATICO. Il Tar ha respinto il ricorso della Provincia di Grosseto, presieduta da Francesco Limatola (nella foto piccola), contro il Comune per l’annullamento dell’ordinanza del sindaco Elismo Pesucci sulla strada provinciale della Sabatina.

Tutta “colpa dell’autunno”.

Il Tribunale amministrativo regionale per la Toscana ha respinto l’istanza cautelare di palazzo Aldobrandeschi e condannato l’ente al pagamento di mille euro oltre a Cap (la cassa previdenza avvocati) e Iva.

Il motivo è presto detto. Il collegio giudicante, composto dal presidente Roberto Pupilella, dal consigliere estensore Luigi Viola e dal consigliere Giovanni Ricchiuto, ha considerato che non risulta sussistente l’indispensabile periculum in mora (il possibile danno in cui potrebbe incorrere il diritto soggettivo) per il quale la Provincia aveva richiesto la misura cautelare.

Perché? In considerazione delle mutate condizioni climatiche della stagione.

Traduzione. Il 7 agosto il primo cittadino intimava alla Provincia di asfaltare o, quantomeno, di intervenire con urgenza per limitare la condizione di pericolosità della strada della Sabatina. Era piena estate.

E in pieno autunno, questo 3 novembre, ha emesso una nuova ordinanza prevedendo solo, a carico di palazzo Aldobrandeschi, l’obbligo di «adottare tutte le cautele pratiche utili e necessarie a scongiurare il fenomeno … mediante l’applicazione di un getto d’acqua di adeguata consistenza, ogni due giorni, nelle ore ritenute più adeguate ai fini dell’efficacia dell’intervento».

In sintesi. In estate, Pesucci ordina che Limatola vada ad asfaltare la Sabatina, e Limatola impugna l’ordinanza. Arrivato l’autunno, Pesucci fa una seconda ordinanza in cui prevede che Limatola vada soltanto a “innaffiare” la strada; ordinanza che non sostituisce la prima: la modifica.

Ci sono quindi due ordinanze in due tempi diversi, ma un solo ricorso; che il Tar ha respinto considerando che la prima ordinanza (oggetto dell’impugnazione) è stata modificata dalla seconda.

Grazie alla seconda ordinanza, Pesucci salva quindi capra e cavoli.

Nel caso in cui – senza di essa – avesse vinto al Tar, la Provincia avrebbe dovuto asfaltare una delle strade-cartolina dell’Amiata e il Comune avrebbe perso una “eroica” del ciclismo (lo stesso sindaco, questa estate, vi ha fatto da starter ai giovani atleti dei pedali).

Nel caso in cui avesse perso, sarebbe stato, in pratica, costretto ad asfaltare lui stesso; con lo stesso risultato ma stavolta a spese dei contribuenti.

«Trovo singolare la richiesta di “innaffiare” la strada, specialmente in questo periodo di caro bollette e risparmio energetico», chiosa Limatola, che infine conclude: «Nell’auspicio che il sindaco cambi l’ordinanza, quasi certamente faremo ricorso».


 

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