Il Tirreno

Grosseto

Ex Marraccini a caccia d’identità. Spunta l’ipotesi “Casa del cinema”

di Nicole Terribile
L’ex cinema al centro di cantieri per le facciate (foto BF)
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L’ex cinema al centro di cantieri per le facciate (foto BF)

In una parte sicuramente gli uffici comunali

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GROSSETO. Sarà di nuovo un cinema? Un laboratorio culturale? La sede di un museo o qualcosa di estremamente innovativo e tecnologico? Il destino dell’ex cinema Marraccini non è ancora stato scritto, ma intanto ieri c’è stato il primo incontro (anzi, «l’incontro zero», come l’ha definito l’assessore ai lavori pubblici, Riccardo Ginanneschi) per cercare di raccogliere idee su quale sarà la nuova funzionalità dello storico edificio. Ma ci sono dei "paletti": in parte dell’edificio sorgeranno uffici comunali. E questo è già stato deciso. Anzi, è uno dei motivi che ha spinto l’amministrazione ad acquistare l’immobile all’asta giudiziaria del 25 ottobre. Di sicuro non sarà più un cinema, per intero. O meglio, non sarà dedicato solo a ciò. «Il fabbricato dovrà essere attivo e frequentato più ore al giorno possibile, più giorni possibili - dice Ginanneschi -. Così da poter presidiare il centro storico e far sì che sia molto frequentato». Al primo piano ci saranno degli uffici. Quali, ancora, non è dato saperlo. Sicuramente saranno spostati quelli che si trovano fuori dal centro o che sono in locali in affitto. Il Municipio, infatti, sta cercando di raggiungere l’obiettivo "zero affitti", con uffici che hanno tutti sede in un fondo di proprietà comunale. Gli scenari«A Prato è stato creato il palazzo delle professioni, con vari ordini professionali. Potremmo creare qualcosa di simile al Marraccini», propone Giovanni Tombari, presidente di Fondazione Grosseto Cultura. Un’idea che non dispiace all’assessore Ginnaneschi. «L’idea di riunire al Marraccini gli ordini professionali ha una suggestione incredibile - commenta il vicepresidente dell’ordine degli architetti, Andrea Marchi - . Come ordine, ci mettiamo a disposizione per un concorso di idee, per cercare di creare insieme qualcosa di innovativo, che non sia banale». L’architetto Fabio Mangiavacchi ha sviluppato la bozza del progetto di riqualificazione dello storico edificio: «Potremmo recuperare il lucernario apribile, quello stesso lucernario che quando ero un ragazzo e andavo al cinema si apriva e faceva andare via la coltre di fumo in sala - racconta -. Potrebbe svolgere una funzione di termoregolazione e rendere più piacevole la permanenza negli uffici. E magari potremmo realizzare delle vetrate che permettano una maggiore connessione con le Mura». Resta da decidere cosa ne sarà del resto, ossia la parte culturale, che sarà gestita dall’Istituzione Le Mura. La soprintendenza ha già dato il suo parere e ritiene necessario che all’interno dell’ex cinema ci sia uno spazio con valenza culturale, per preservare l’autenticità e il valore storico dell’edificio. E qui entrano veramente in gioco le proposte. Per ora sono state recepite quelle degli ordini professionali e delle associazioni ma, come detto, è solo il primo incontro. Le parole d’ordine sono multifunzionalità e innovazione. «Al Garibaldi (l’ex orfanotrofio maschile di via Mameli) nascerà la casa della musica. Perché non creare al Marraccini la casa del cinema?». È la proposta della vicepresidente dell’ordine degli ingegneri di Grosseto, Valeria Prinzo. «Alla festa del cinema di mare a Castiglione della Pescaia, Carlo Verdone aveva detto che il cinema italiano è in crisi perché non ci sono più scrittori e sceneggiatori. Perché non creare una scuola al Marraccini per scrittori, sceneggiatori, doppiatori e magari anche per Youtuber? », continua Prinzo. «Dovrebbe essere realizzato un polo culturale e sociale, mantenendo la funzione originale del cinema. La storia e la cultura del cinema a Grosseto sono forti: il premio Monicelli, l’associazione Kansassìti, il Clorofilla film festival, solo per citarne alcuni», dice Matteo Della Negra dell’associazione Grosseto al Centro. Un’idea che, però, non accoglie il favore di tutti. «Ho frequentato il Marraccini ai tempi d’oro. Nonostante ciò - dice la presidente della Fondazione polo universitario grossetano, Gabriella Papponi Morelli - chiedo all’amministrazione di non fermarsi a una storia che non c’è più. Le sale cinematografiche stanno chiudendo a macchia di leopardo». Anche lei si dice favorevole alla realizzazione di uffici comunali, tutti concentrati nel centro storico, e propone inoltre di fare del Marraccini un luogo dove possano svolgersi le azioni e le iniziative collettive realizzate da associazioni e fondazioni. «Creiamoci un polo culturale multifunzionale che possa attrarre laboratori musicali, attività congressuali, e magari anche cinematografici», sottolinea il presidente dell’Istituzione Le Mura, Alessandro Capitani.Insomma, il dibattito è aperto: inviateci la vostra idea a grosseto@iltirreno.it.© RIPRODUZIONE RISERVATA

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