Vandali in azione. E l’antico “chiasso” è ridotto a latrina
Nuovi scritte spray nel Chiasso delle monache. Sporcizia e urina ovunque. «E il Comune dov’è?»
GROSSETO. Uno degli scorci più belli e suggestivi del centro storico – il Chiasso delle monache, ai margini di piazza San Francesco, a due passi dall’antico convento e dal Polo culturale delle Clarisse – è ridotto a “latrina”.
Devastato di scritte, è immerso nel degrado con macchie di urina e sporcizia che imperversano ovunque – in terra, sui muri – restituendo un panorama desolante e indegno del luogo. Imbrattata in parecchi punti (mai ripuliti) da anni è la viuzza che collega il polo universitario con il polo museale e che è stata nuovamente presa d’assalto alcune notti fa – tra venerdì e sabato – quando qualcuno è tornato all’attacco divertendosi a riempirla di scritte vandaliche in quel poco che era rimasto parzialmente “pulito”. Frasi scritte con lo spray nero e blu hanno ricoperto le sedute che guardano verso il bar, il negozio di cornici e due fondi vuoti. L’immagine è impietosa. Vivere o lavorare qua, o anche solo passeggiarvi è diventato deprimente a sentire chi passa e storce gli occhi.
Dice la sua Alessandro Nardini, titolare di uno storico atelier di cornici che sorge qua davanti; difficile descrivere il tourbillon di emozioni che l’assale, il disagio per il degrado e lo sconforto nell’attendere interventi di pulizia che non arrivano dall’amministrazione comunale.
«Questo non è un luogo qualsiasi – spiega Nardini – è una strada con risvolti storici importanti che conduce al Polo museale Clarisse arte ed è circondata dalla chiesa di San Francesco e dal Polo universitario. Il fatto che intorno ci siano poche attività commerciali e pochissimi residenti non giustifica il fatto che da anni sia immersa in un degrado vergognoso. In quella zona parlano la storia e la cultura, e un’amministrazione comunale dovrebbe riqualificare il tutto con amore. Se dopo diversi anni di segnalazioni non c’è un segnale forte con la risistemazione di muri e aiuole e le telecamere sembrano non servire a nulla, allora non sappiamo più di cosa stiamo parlando. Per fare solo un esempio, in questa città “curiosa” c’è un centro storico chiamato “salotto buono” dove una persona perbene rischia una multa se va in bici sul corso Carducci, mentre vandali e vandaletti deturpano molti elementi di arredo urbano e nonostante le telecamere non succede mai nulla, anzi: la situazione peggiora. Le fotografie dicono più di mille parole – prosegue lui allegando immagini – e davvero non si capisce più se siamo in centro o in un’estrema zona periferica, con tutto il rispetto per le periferie. La scorsa estate alcuni turisti che in Chiasso delle monache chiedevano della collezione Luzzetti guardavano attoniti un brutto spettacolo. Non dico questo perché lavoro lì a vicino: lo dico da cittadino che ama la sua città e lo direi anche se lavorassi fuori dal centro. È sconcertante che una via che unisce luoghi importanti per la città sia diventata una specie di latrina», parola che lui ribadisce più volte e che sintetizza il tutto. Gli ultimi “imbrattamenti” sono avvenuti poche notti fa, aggiungendosi agli altri più vecchi. «Da 5 anni – rincara – aspettiamo che vengano tolte le scritte sui muri perché sono indecenti; e invece niente, anzi non solo ci sono le stesse, mai ripulite, ma se ne aggiungono di nuove». L’appello, che non è solo il suo ma di moltissime altre persone che frequentano il centro storico della città, è di «fare finalmente pulizia e dare un segnale forte e preciso alla città».
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