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Ribolla, raid nell’azienda agricola: portati via quintali di olive e mezzi
Sorpresa amara dopo i primi giorni di raccolta: bottino da migliaia di euro
ROCCASTRADA. L’epilogo della raccolta su quei 3mila 500 metri quadrati circa di terreno non è stato sicuramente di quelli che verranno ricordati. Non tanto per la qualità delle olive o per la qualità, da sempre – ogni anno di questi tempi – tra i temi più dibattuti tra addetti ai lavori, ma non solo. Questa volta il “raccolto” passa in secondo piano. Anzi, sparisce. Sì, perché in un’azienda agricola nella frazione di Ribolla nei giorni scorsi per il proprietario c’è stata un’amara sorpresa.
La mattina successiva a uno dei primi giorni di raccolta non solo non ha più trovato molte reti – quelle ampie utilizzate, per intenderci, per contenere le olive che cadono sul terreno circoscrivendo la raccolta – , ma anche ben quattro mezzi elettronici usati per facilitare le operazioni. C’è di più: sì, perché all’appello mancavano pure 3-4 quintali di olive, di quelle raccolte nelle ore precedenti. Tutto volatilizzato: ma ricostruiamo dall’inizio.
Nelle scorse settimane è iniziata la raccolta delle olive anche in Maremma, sia tra i privati, sia per chi della produzione fa la propria attività e professione. Ebbene, come detto, non ha fatto eccezione un’azienda agricola a Ribolla che ha iniziato la raccolta dell’ampia porzione di terreno destinata alle olive. Fin qui, tutto nella regola, con la discussione degli ultimi tempi incentrata sulla quantità, sulla qualità – considerata la tendenza climatica degli ultimi mesi – e sui costi di produzione alla luce dei vari rincari anche all’interno dell’intera filiera.
Insomma, l’attenzione tuttavia nelle ore successive al primo week-end di raccolta, si è ben presto concentrata su tutt’altro e non sull’organizzazione delle intense giornate lavorative che in poche settimane fanno culminare i progetti “coltivati” per mesi. L’indomani, infatti, il proprietario dell’azienda agricola si è alzato senza alcuni quintali di olive che erano state raccolte e spostate in alcune casse, in attesa delle altre tappe del ciclo di produzione, ma non solo. Portate via anche le reti e – in termini economici forse la voce più corposa – anche ben quattro macchinari elettronici per la raccolta; macchinari possono raggiungere cifre attorno a quota 1.5mila euro, ciascuno.
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