Il presidio
Venator, tutti in piazza a fianco dei lavoratori – Video
FOLLONICA. Maxi manifestazione a Follonica, la mattina di mercoledì 26 ottobre; il presidio è stato promosso dai lavoratori della Venator per bloccare la procedura messa in atto dall’azienda che prevede il licenziamento di 41 dipendenti.
Femca Cisl. “Una manifestazione partecipata, quella che si è tenuta oggi a Follonica da parte dei lavoratori della Venator che, oltre a scioperare, hanno manifestato per chiedere garanzie sul proprio futuro, dopo che l’azienda ha comunicato il licenziamento di 41 lavoratori”; così scrive la Cisl Grosseto. “Vogliamo denunciare ancora una volta l’atteggiamento irresponsabile dell'azienda, che negli anni si è vantata di avere buoni rapporti con il territorio – ha spiegato Gianluca Fè, segretario Femca Cisl Grosseto -, che il 21 settembre ci ha recapitato una pec dove annunciava 41 licenziamenti ai quali si aggiungono anche una ventina di contratti a tempo determinato che sono già stati dismessi. Abbiamo incontrato una delegazione di rappresentanti dell'azienda che, però, ha il solo compito di fare da tramite tra i vertici e i lavoratori e quindi ci chiediamo a che scopo? Noi continueremo a fare di tutto per contrastare questa procedura, nonostante alcune proposte già avanzate che l’azienda ci ha rifiutato, e anzi faremo anche un richiamo alle istituzioni e alla Regione affinché si trovi subito una linea di coerenza e una maggiore rapidità nelle autorizzazioni e nelle procedure burocratiche per togliere, eventualmente, qualsiasi alibi alla Venator”. “Dietro ai 41 esuberi non ci sono numeri – ha ribadito con forza Katiuscia Biliotti, segretario generale Cisl Grosseto -, ma persone, famiglie e figli. Sono venti anni che parliamo di questo problema e ad oggi i l’unico risultato, negativo, è purtroppo il numero dei licenziamenti. Siamo preoccupati per l’indotto, per i lavoratori della mensa, delle imprese di pulizia e dei trasporti. È giunta l’ora di prendere impegni seri e decisivi, che garantiscano una prospettiva futura sicura per tutti i lavoratori”. Dopo la manifestazione, in calendario anche un ulteriore incontro nella sede di Confindustria con le Rsu e i segretari di categoria. “Ci auguriamo davvero – conclude Biliotti – che ci sia un’apertura da parte dell’azienda per evitare i 41 licenziamenti”.
Marco Simiani (deputato Pd). “La situazione della Venator va risolta con urgenza – dice Marco Simiani, deputato Pd - La proprietà non può pensare di cancellare i problemi di produzione licenziando i dipendenti mentre le istituzioni devono definire modelli di sviluppo capaci di garantire la tutela di salute ed ambiente con la salvaguardia dei livelli occupazionali. La concomitanza con i lavori di Montecitorio mi impedisce di poter prendere parte alla manifestazione dei lavoratori ma garantisco che sto valutando le iniziative parlamentari più efficaci per poter affrontare questa problematica che riguarda decine di famiglie, a cui va il mio pieno sostegno e la mia solidarietà”: è quanto riporta una nota del deputato Pd Marco Simiani, sullo sciopero dei lavoratori di stabilimento ed imprese dell’indotto.
Francesca Travison (sindaca Scarlino). La sindaca Francesca Travison ha partecipato alla manifestazione. «In questi mesi – spiega la prima cittadina di Scarlino, comune sede d’impianto – abbiamo lavorato per mantenere stabile il livello occupazionale dell’azienda e per salvaguardare l’indotto, una componente importantissima per l’economia del nostro territorio. La questione dello stoccaggio dei gessi rossi va avanti da anni eppure adesso viene utilizzata per avvallare un piano di esuberi che metterebbe in crisi tutta la provincia. Dietro ad ognuno dei 41 dipendenti che rischiano di perdere il lavoro ci sono famiglie che, da questa scelta aziendale, sarebbero colpite duramente. Non possiamo permetterlo. Ad oggi, Venator ha molti progetti in ballo che potrebbero trovare l’avvallo degli enti superiori garantendo un piano di sviluppo a lungo termine: penso all’approvazione di questi giorni del Piano di caratterizzazione richiesto da Arpat, ma anche alla Conferenza dei servizi che andrà a valutare le soluzioni per lo stoccaggio dei gessi rossi. C’è la volontà delle istituzioni locali, provinciali e regionali, di assicurare ai lavoratori il loro posto di lavoro. Non capiamo quindi perché l’azienda non attivi gli ammortizzatori sociali in attesa della conclusione dei procedimenti in atto: così facendo non solo si colpiscono 41 lavoratori ma nel contempo si rischia di perdere professionalità importanti, proprio come sta accadendo in questi giorni, professionalità poi difficili da ritrovare e reinserire nell’organico. Lunedì 7 novembre saremo in Regione con le altre istituzioni del territorio per ribadire la nostra contrarietà ai licenziamenti: invitiamo ancora una volta l’azienda a bloccare il procedimento e ad attivare le misure messe a disposizione dallo Stato per garantire l’occupazione».
Pci. “La segreteria del Pci della Federazione di Grosseto e la sezione del Pci della Colline Metallifere – scrivono Luciano Fedeli e Daniele Gasperi per le Segreterie Pci Federazione di Grosseto e Colline Metallifere – esprimono la loro vicinanza alla lotta dei lavoratori della Venator e di tutto l’indotto che vedono i loro posti di lavoro minacciati dalle scelte aziendali e da un’inerzia istituzionale e politica che si trascina ormai da decenni. è il momento di uscire fuori dalle emergenze con un confronto serio e costruttivo che porti all’individuazione di soluzioni in grado di rispondere alle esigenze occupazionali, a quelle ambientali e di salute pubblica finendo con le minacce e la demagogia che hanno caratterizzato questi anni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
