Task force anti caporalato: "Demetra" salva 42 persone
Con l'iniziativa guidata da Coldiretti gli stranieri vittime di sfruttamento vengono introdotti in percorsi di formazione e informazione per accedere al mondo del lavoro regolare
GROSSETO. Torna a prendere vigore il progetto Demetra, quella serie di iniziative finalizzate alla prevenzione e alla repressione sul nascere dei fenomeni di caporalato e sfruttamento in agricoltura, nonché a favorire il reinserimento lavorativo degli stranieri vittime o potenziali vittime di tratta nelle aziende agricole della Maremma.
Sono 42, dei 277 a livello regionale, i soggetti extracomunitari a rischio tratta individuati nel corso del 2021 in Maremma dalle unità di strada del privato sociale che sono stati accompagnati verso un percorso di informazione e formazione indispensabile per accedere al mercato che potrà aprirgli le porte del lavoro regolare e di una vera integrazione sociale. I dati sono di Coldiretti, che guida il progetto Demetra finanziato nell’ambito dell’Obiettivo specifico 2. Integrazione / Migrazione legale, Interventi di integrazione socio-lavorativa per prevenire e contrastare il caporalato – Autorità delegata del ministero dell’Interno. Una task force di cui fanno parte Asl Toscana nord ovest-Zona Versilia, Satis (Sistema Toscano Antitratta) , Università di Siena, coop sociale Arnera, Cat. Cooperativa Firenze, Arci Comitato provinciale Siena, Scuola superiore S. Anna, Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, Associazione dentro l’orizzonte giovanile, Associazione progetto arcobaleno Onlus, Diocesi di Pistoia, Gruppo giovani e comunità Ceis, Sarah Società cooperativa sociale onlus e Provincia di Siena.
«Per Coldiretti difendere l’immagine del Made in Italy è da sempre un asset centrale, segno tangibile della piena assunzione di responsabilità che va oltre i confini del mondo agricolo – spiega Fabrizio Filippi, presidente Coldiretti Toscana e delegato Confederale Coldiretti Grosseto – Occorre rafforzare la catena della legalità in agricoltura, minacciata e indebolita dalle distorsioni lungo la filiera, dalla distribuzione all’industria fino alle campagne, dove i prodotti agricoli sono pagati sottocosto pochi centesimi. Questo bando ci ha consentito di collaborare con i partner privati del sociale per dare la possibilità a chi è a rischio sfruttamento di avere un’opportunità, ma vedrete che anche le imprese potranno sfruttare questa opportunità potendo incrociare una richiesta di lavoro che ha un livello di formazione utile proprio al primo approccio con il mondo del lavoro che spesso manca».
L’obiettivo di Demetra è promuovere il lavoro regolare ed etico garantendo la forza lavoro necessaria al settore primario. Quasi un’azienda su due (41 per cento) si trova o si è trovata infatti in difficoltà durante la stagione a causa della difficoltà a reperire lavoratori soprattutto nel periodo primaverile ed estivo per le lavorazioni e la raccolta nei campi ma anche per la gestione dell’allevamento e la pulizia degli stabili (manutenzioni). In provincia, quasi 5 mila dei 10 mila lavoratori agricoli sono stranieri (47,8 per cento).
«In queste settimane – spiega Milena Sanna, direttore Coldiretti Grosseto – organizzeremo diversi momenti di incontro con le aziende agricole per metterle al corrente del progetto ed informarle della possibilità di iscriversi alla piattaforma per reclutare manodopera. Con questo progetto mettiamo in trasparenza la filiera del lavoro. Tra gli ostacoli principali alla trasparenza e alla legalità ci sono la burocrazia, le tempistiche di attuazioni del decreto flussi, normative poco chiare ed anche la lingua».
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