Il Tirreno

Grosseto

Iniziativa benefica

Al Ricasoli l’asta delle “cose di Gigi”. Una marea di amici ed emozioni

di Emilio Guariglia
Al Ricasoli l’asta delle “cose di Gigi”. Una marea di amici ed emozioni

La festa solidale nel nome del “barman-artista” scomparso un anno fa

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Grosseto Via Ricasoli gremita all’inverosimile, che non muovevi un passo. Un sabato come ai tempi più belli, quelli in cui il Caffè Ricasoli riempiva la strada di musica buona e di persone che intorno a quella musica si sentivano famiglia. Diversissime per cultura, censo, età – dai ragazzetti ai reduci degli anni Settanta – e fede politica, eppure tutti insieme lì per ore, pigiati come sardine dentro e fuori dal minuscolo locale, con un bicchiere in mano, legati da una “colla” speciale: il padrone di casa, Luigi Ambrosio, “Gigi del Ricasoli”, il giovanissimo outsider che all’inizio del Terzo millennio – consapevole o no – avviò l’avventura che avrebbe cambiato per sempre il concetto della notte in centro storico.

Era il 2002, quando tutto cominciava. E oggi, a festeggiare i primi vent’anni, Gigi non c’è. Esattamente un anno fa, lui che di anni ne aveva appena 41 se n’è andato, portato via da un male di quelli che non danno scampo. Un dolore trasversale, un lutto per un’intera città. Che  dodici mesi dopo mostra di non aver dimenticato. Tutto grazie a chi la memoria la coltiva ogni giorno. Michela, la sorella di Gigi; Arianna Bernardini, dell’agenzia di viaggi Jabalì e compagna di

viaggi di Gigi in ogni parte del mondo; Marco Barcelli, il nuovo gestore del Caffè Ricasoli, “erede designato” dallo stesso fondatore che sperava fosse proprio lui il successore.

Sono loro che hanno l’idea: mettere all’asta “le cose di Gigi”, quell’infinità di oggetti, di pensieri, di fotografie che lui aveva raccolto nel corso delle sue tantissime vite. La vita di calciatore, con la maglia del Grifone, quella dell’artista, quella del viaggiatore instancabile collezionista di souvenir. Quella del musicofilo, quella del barman, quello dello scrittore che invitava i suoi clienti a scrivere pensieri in libertà sulla mitica lavagnetta del Ricasoli.

Tutta “roba” che Luigi Ambrosio portava nella sua “abitazione principale”, nel luogo del cuore, il Caffè Ricasoli, zeppandolo all’inverosimile, come un Portobello vintage di un gusto che fa tendenza.

Non è una scelta facile, “liberarsi” delle cose di Gigi. Ma Arianna ha un ricordo preciso, lei e Gigi in un bar del Giappone pieno di oggetti, tutti in vendita. «Perché li vendete?», chiedono loro;  perché il valore di questi oggetti è dato dal tempo che i clienti passano a guardarli», spiega il  barista, perché «spesso il ricordo di una banalità rimane vivo e bisogna fare sempre spazio al nuovo, perché il nuovo è certo quanto inevitabile».

E allora sì, l’asta s’ha da fare.

Con l’approvazione della famiglia Ambrosio e della compagna di Gigi si fa. Le si dà un nome, “G-Side”, una data – l’anniversario della scomparsa – e si scelgono nel grande mare le cose da vendere. Ovviamente a fini benefici, per l’associazione La Farfalla che tanto aiuta i malati e le loro famiglie.

Sabato dunque il G-Side. Permesso straordinario fino alle 2 del mattino e gli amici musicisti che suonano uno dietro l’altro. Il Ricasoli torna a riempirsi all’inverosimile: «C’erano tanti che, dopo la morte di Gigi, erano rimasti come “bloccati” – racconta Michela – e non si erano più visti. Sono tornati tutti. Un’emozione infinita». «Persone che non entravano da secoli – le fa eco Arianna

– venute apposta da Roma, da Bologna, da Livorno...».

Dietro il banco anche Asia, 20 anni, la nipote di Gigi e davvero «figlia del Ricasoli», dice Michela, dove ha respirato l’arte del bartender che oggi è la sua professione. E a distribuire i biglietti per l’asta Viola, l’altra nipote, che sfodera il suo innato talento commerciale. L’asta si chiuderà il 6 ottobre, giorno del compleanno di Gigi, con un’altra grande festa. Ogni giorno, fino ad allora,

è possibile andare al Ricasoli e fare un’offerta per uno degli oggetti in vendita. Se li aggiudicherà chi avrà offerto di più o, in caso di offerta pari, chi l’avrà presentata prima. Ce ne sono 219, di “cose” (la più gettonata è una locandina del concerto di Federico Fiumani), e solo ieri, domenica 18 settembre, le offerte pervenute erano a quota 250. «Mi tremano le vene ai polsi – commenta

Arianna – perché già so che scontenteremo molti...».

«Eravamo pieni di dubbi, paure, incertezze», chiosa Michela, che ancora sente i brividi di quei lunghissimi applausi finali, uno per Gigi e l’altro per tutti i partecipanti. «Ma ora lo so. Era la cosa giusta da fare, era nelle sue corde. Mio padre mi ha chiamato commosso dicendomi che Gigi è sicuramente orgoglioso di noi. Grazie a tutti, ci rivediamo il 6 ottobre». 

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