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Porto Santo Stefano

Sorpresa in paese, un muflone per strada. Timori, poi la cattura

di Ivana Agostini
Il muflone mentre corre per le strade di Porto Santo Stefano
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Il muflone mentre corre per le strade di Porto Santo Stefano

L’animale era fuggito dall’ex Aeronautica

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PORTO SANTO STEFANO. Ha trovato un foro nella rete di recinzione. Lo ha superato e si è trovato per la strada, nella zona del Campone, a Porto Santo Stefano, in mezzo alle auto. Impaurito, ha corso all’impazzata per sfuggire a chi lo voleva catturare per impedire che si facesse del male o lo causasse, in maniera inconsapevole, agli automobilisti.

È la brutta avventura capitata venerdì a un muflone che è uscito dall’area ex Aeronautica. L’animale, forse in cerca di cibo, disorientato dal trovarsi in un ambiente che non era quello a cui è abituato da anni, correva per la strada. I cittadini increduli, che mai avevano visto un muflone in giro per il paese, hanno dato l’allarme. È iniziato il solito giro di telefonate per capire chi avesse la competenza per l’intervento. Fatto sta che ci sono volute sei ore di monitoraggio da parte della polizia provinciale prima che l’animale fosse sedato e portato in salvo al Crasm di Semproniano. A dare supporto alla polizia provinciale che per mezza giornata è stata sul posto e alla polizia municipale che controllava la viabilità, è arrivata anche Katia Orsini, della Casa di Gioia, associazione di tutela degli animali, che, a intervento finito ha cercato di spiegare cosa è accaduto ieri, soprattutto per far capire ai residenti che non ci sono pericoli per l’uomo e che, all’Argentario, un muflone in giro per il paese non si è mai visto e che non ci sono appezzamenti di terreno danneggiati dai mufloni che da anni risiedono dentro l’Aeronautica.

«Si è conclusa in serata – scrive Orsini sulla pagina ufficiale della Casa di Gioia, associazione di cui è presidente – l’avventura del muflone uscito per errore dalla zona Aeronatica dove da decenni vive una colonia importata dal comandante dei militari di allora per tenere pulite le cesse antincendio a salvaguardia del 64° Deposito. Un grazie agli agenti della polizia provinciale che hanno monitorato l’animale per circa 6 ore, al comando della polizia municipale che ha contribuito a mantenere il controllo della viabilità chiudendo il traffico al momento della cattura, al dottor Marco Aloisi per essere sceso appositamente da Semproniano per sedare l’animale e fare in modo che venisse catturato senza danni. Il muflone è stato catturato e trasferito al Crasm di Semproniano, poiché si tratta di un esemplare maschio molto vecchio. Il nostro ruolo è stato quello di supportare gli agenti della provinciale nel monitoraggio e nella cattura».

L’episodio ha riacceso un dibattito che va avanti da mesi proprio sui mufloni, animali non autoctoni che, al Giglio per esempio, devono essere eradicati per salvaguardare la biodiversità. Il timore di alcuni è che questi animali, visto lo stato di abbandono della zona in cui vivono, con recinzioni bucate dai cinghiali, che gli permettono di uscire, possano scendere in paese come non hanno mai fatto. È la stessa Katia Orsini a invitare tutti a giusti comportamenti. «Facciamo chiarezza, i mufloni all’Argentario ci sono da decenni, e non sono mai usciti, nessuno si è mai lamentato dei danni perché di fatto sono pecore selvatiche innocue. Sentire parlare di eradicazione mi fa veramente arrabbiare. Sarebbe intanto opportuno sistemare le recinzioni, piene di buchi fatti dai cinghiali, e se un domani la zona Aeronautica dovesse essere riqualificata, i mufloni hanno a disposizione ettari di bosco. Quindi giù le mani dai mufloni».


 

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