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Boom ragni in laguna, esperti a confronto: «Non sono infestanti»
Le principali ipotesi dell’“invasione” a Orbetello
ORBETELLO. «Questi ragni sono innocui per l’uomo. La pullulazione, dovuta alla disponibilità di moscerini Chironomidae e alle condizioni climatiche probabilmente molto favorevoli, come si è innescata degraderà con il sopraggiungere dei mesi freddi. Non sono animali infestanti, né danneggiano le piante o la produttività agricola come molti cittadini dicono. È una situazione temporanea che si risolverà senza particolari strascichi».
Lo sostiene Carlo Maria Legittimo, presidente di Aracnofilia – Associazione Italiana di Aracnologia, che ha deciso di venire in riva alla laguna per verificare con i suoi occhi: «Per quanto inconsueto il fenomeno è noto e ogni tanto capita. Qui da noi è meno comune, ma le dinamiche climatiche che interessano il nostro Paese ci porteranno forse verso un aumento di questi casi. I ragni sono esclusivamente appartenenti al genere Tetragnatha. Sono comunque due specie diverse, animali molto comuni e che sono legati all’ambiente acquatico. La morfologia allungata rispecchia l’ambiente in cui solitamente vivono: i canneti, o comunque piante riparie che hanno steli lunghi o foglie allungate. Su questi supporti loro si adagiano, si allungano, fino a mimetizzarsi. Tra la vegetazione lacustre costituiscono singole tele orbicolari dal diametro di 20-30 centimetri, utili a catturare prede volanti».
Legittimo ha percorso tutto il lungolago. «Visto che nella zona interessata, compresa la Diga, non ci sono canneti e non c’è nemmeno molto terreno, è improbabile che i ragni fossero già presenti e abbiano fatto quelle tele per scappare dall’acqua. Rimane quindi l’altra opzione: sono arrivati lì in grande numero e non hanno trovato altro che quei pochi cespugli su cui tessere. Forse sono arrivati con il vento dalle rive opposte? Plausibile. Il numero è certamente correlato alla quantità di insetti che hanno dato un boost nutritivo agli stadi giovanili. Ma del resto – continua – la densità attorno a quel parcheggio e alle strade è dovuta anche a mancanza di copertura arborea e canne. Per il resto andrei cauto a dire che gli esemplari usano quella tela comunitaria per catturare i moscerini. La tela che ho visto e prelevato non ha la struttura tipica di tela da caccia».
Legittimo ha scritto anche al sindaco Casamenti per spiegargli il fenomeno.
«La situazione che si vede dalle foto – dice Luigi Lenzini dell’associazione Aracnologica Italiana – mi pare uguale a quella che constatai personalmente nel 1987. L’ipotesi che confermo è che, per esempio, sia diminuita la salinità della laguna e che questo abbia permesso la crescita anomala della popolazione di quei piccoli ditteri, la cui abbondanza ha provocato la crescita anomala della popolazione dei ragni. A questo punto i ragni, essendo troppo numerosi, non hanno più lo spazio necessario per costruire le ragnatele singole. Quindi le tele, anziché della forma tipica di quella specie, vengono costruite in maniera sommaria rivestendo gli oggetti».
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