Il Tirreno

Grosseto

Anziana “prigioniera” in casa

Matteo Scardigli
Anziana “prigioniera” in casa

Allarme di una vicina nei garage-appartamento di Marina, arrivano carabinieri e 118 La donna è stata portata al pronto soccorso, si indaga per eventuali responsabilità

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MARINA DI GROSSETO. Chiedeva aiuto, disperata, nascosta dietro agli scuri della finestra, apparentemente incapace di uscire, dicendo di voler uscire per tornare a casa propria a Grosseto città. Un’anziana è così riuscita, nel pomeriggio di mercoledì, ad attirare l’attenzione di una vicina, che ha allertato i soccorsi.

Sul posto, in uno dei complessi all’ingresso di Marina che ospitano garage riconvertiti a uso appartamento, sono quindi arrivati i carabinieri. I militari hanno effettuato l’accesso all’abitazione e hanno così potuto parlare viso a viso con la donna, una 91enne in evidente stato di choc; all’apparenza dovuto più all’età avanzata che ad altri fattori.

I carabinieri non avrebbero infatti constatato segni di costrizione o percosse, e allo stesso modo la donna avrebbe risposto loro in modo tranquillo e relativamente coerente. Per precauzione, tuttavia, hanno richiesto l’intervento del 118.

Anche l’abitazione, all’esame dei carabinieri, non si sarebbe presentata come una “casa degli orrori”.

Secondo una prima ricostruzione, l’anziana non sarebbe stata rinchiusa in casa, bensì indotta o “condizionata” a non aprire la porta per uscire. Forse per un eccesso di cautela affinché non si allontanasse, a tutela quindi della sua stessa incolumità.

La donna è stata quindi trasportata al pronto soccorso dell’ospedale Misericordia, dove il personale medico ha confermato la “diagnosi” dei militari: nessun segno evidente di maltrattamenti o violenza (solo un po’ di pressione alta). Il combinato disposto fra età e travagliata vicenda ha portato infine alla decisione di tenere l’anziana sotto osservazione per un periodo prolungato.

Risolta la fase iniziale di emergenza, il Comando provinciale ha quindi avviato le procedure del caso, partendo dall’identificazione a vario titolo di tutte le persone coinvolte nella vicenda; fino a risalire alla nipote della donna, che è anche l’amministratrice di sostegno di quest’ultima.

L’impegno dell’Arma prosegue con indagini volte a verificare eventuali responsabilità o profili di mancato adempimento agli obblighi di tutela: condotte od omissioni che non si configurano necessariamente come reato.

Le dimissioni dell’anziana dall’ospedale sono previste per oggi verso l’ora di pranzo.


 

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