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«Aiutatemi a trovare un lavoro»: l’appello dell’ex fantino Erik Fumi

Nicole Terribile
«Aiutatemi a trovare un lavoro»: l’appello dell’ex fantino Erik Fumi

Il 34enne ebbe un incidente a cavallo nel 2011: «Nessuno vuole assumermi»

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GROSSETO. Era una stella dell’ippica, poi un incidente all’ippodromo Caprilli di Livorno nel luglio 2011 gli è costato la carriera, almeno in parte. Erik Fumi è caduto, ma ha sempre saputo rialzarsi. Adesso, però, ha bisogno di una mano: «Sto cercando lavoro. Sono disperato. Sono invalido al 100 per cento e vivo solo con la pensione d’invalidità civile di 291,98 euro – continua l’ex fantino grossetano – Vorrei trovare un lavoro nel mondo dell’ippica, magari come ispettore al peso o alle selle». Un’ipotesi che non sembrerebbe essere così irrealizzabile: nel 2010 Gianluca Morgatico e Giancarlo Cossu – anche loro fantini rimasti invalidi a seguito di un incidente avvenuto mentre stavano gareggiando – riuscirono a diventare commissari in pista.

«Bisogna dire, però, che nel 2010 l’ippica stava vivendo un periodo sicuramente meno complicato», dice Fumi, che comunque non si rassegna, nonostante aspetti da anni che qualcuno gli conceda un’opportunità lavorativa. Di domande ne ha fatte tante, ma non sono arrivate risposte.

Il settore è gestito dal Mipaaf, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali; l’appello dell’ex fantino è quindi rivolto sia agli enti statali che a chiunque possa offrirgli un lavoro. «Potrei fare l’ispettore, e quindi controllare il peso del fantino o che il cavallo sia sellato bene, ad esempio», dice il 34enne. Da ben 11 anni, da quando ha avuto l’incidente, Fumi cerca lavoro in qualsiasi ambito, ma non è riuscito a trovarlo. Anni e anni di attesa non sono serviti, e così ha scelto di chiedere aiuto pubblicamente, partendo dai social: tantissime le condivisioni che ha ottenuto il suo post, che però non hanno ancora sortito l’effetto desiderato.

A 16 anni, così come molti altri giovani che praticano sport a livello professionistico, Fumi si trovò di fronte a un bivio: dovette scegliere se continuare il percorso scolastico o puntare tutto sull’ippica. I dubbi, per lui, erano ben pochi: Fumi sapeva di voler fare il fantino, sapeva di esserlo, e così lasciò la scuola e ha investito tutto se stesso sulla sua carriera. Una carriera che all’inizio è andata a gonfie vele: è stato fantino professionista dal 2005 al 2011, collezionando oltre 2mila gare sia in Italia che all’estero, di cui 160 vinte. Un sogno divenuto realtà che, però, si è trasformato in un incubo il 10 luglio 2011, quando Speranza blu – il cavallo sul quale era in sella – si era accasciato improvvisamente ed era caduto a terra, trascinando con sé anche l’allora fantino ventitreenne, che e sbatté la testa, rimanendo privo di sensi. Entrò poi in coma. «Ho riportato un grave trauma cranico con conseguente emiplegia della parte sinistra del corpo», spiega Fumi. In pratica, la parte sinistra del suo corpo è paralizzata.

Nonostante ciò, è addirittura risalito in sella: nel 2016 ha cavalcato nel “para-dressage”, per poi tornare a gareggiare facendo “endurance”, gare di resistenza di 30 km. «Ho dato la mia vita per l’ippica – dice – E non vengo comunque aiutato». Fumi, avendo interrotto gli studi, non ha mai conseguito il diploma: questo è uno degli aspetti che sta rendendo ancora più difficile trovare lavoro. Non può partecipare ai concorsi pubblici e non può fare domanda per quelle posizioni che richiedano questo titolo di studio come requisito minimo. «Ho inviato curriculum anche ai supermercati e a negozi vari, ma senza diploma e con un’invalidità al 100 per cento non mi chiama nessuno – racconta ancora – Sono 11 anni che nessuno mi aiuta, nemmeno l’associazione Unione italiana fantini, di cui faccio parte».

Secondo lui, se si fosse trovato all’estero la situazione sarebbe stata diversa, perché in molti altri Paesi i fantini rimasti infortunati o a fine carriera vengono reinseriti in altre mansioni. «Preferirei rimanere in Italia, ma sarei disposto anche a trasferirmi all’estero per lavorare», dice ancora. Insomma, dopo 11 anni di attesa, Fumi ha deciso di rendere pubblica la sua richiesta. Non si è lasciato abbattere dagli scherzi del destino, ma adesso ha bisogno di qualcuno che gli dia una mano a rimettersi in sesto, anche a livello economico. Chi volesse proporgli un’offerta di lavoro può inviare una mail all’indirizzo fumierik@gmail.com.

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