Il presidio
A donne e bambini fuggiti dalla guerra le case confiscate alla criminalità
Le costruì un imprenditore «pericoloso»
SEMPRONIANO. È finalmente iniziato il trasferimento dei profughi ucraini che, dopo una fase di accoglienza temporanea nelle strutture gestite dalla Protezione civile regionale, alloggeranno nei prossimi mesi negli appartamenti confiscati alla criminalità a Catabbio, nel complesso abitativo “Il Colle”.
14 persone, perlopiù donne e bambini, trovano ad attenderle una nuova normalità all’interno di una decina di appartamenti ripristinati a spese dello Stato; una ventina, invece, quelli ancora da recuperare.
I locali, infatti, necessitavano di alcuni lavori di manutenzione ordinaria e dovevano essere allacciati alle utenze oltre che interamente ammobiliati: dalla loro costruzione, infatti, mai erano stati abitati.
Nel 2019, il Tribunale di Milano aveva disposto una misura di sequestro preventivo funzionale alla confisca dei beni per Salvatore Quartararo, imprenditore 76enne residente in provincia di Monza e Brianza ritenuto “socialmente pericoloso” per “violazioni di natura fiscale” in serie e reati finanziari, tra il 1995 e il 2013, per aver dichiarato al Fisco redditi non congruenti con il patrimonio posseduto, accumulato attraverso il reinvestimento di proventi riconducibili ad attività illecite.
Il provvedimento di confisca era stato firmato dai giudici Fabio Roia (presidente del Tribunale), Veronica Tallarida e Ilario Pontani. Secondo i giudici, Quartararo aveva tenuto «un elevato tenore di vita, desumibile dagli acquisti di beni di lusso come una Ferrari ed altre auto costose, che non appariva giustificato dalle sole entrate lecite dichiarate».
La misura era stata eseguita dai militari della guardia di finanza con una serie di operazioni tra Grosseto, Monza e Brianza e Trapani, che portarono al sequestro complessivo di beni per un controvalore di circa 10 milioni di euro.
A Catabbio, le Fiamme Gialle eseguirono il sequestro di 59 fabbricati e due terreni; in parte acquistati all’asta da una società riconducibile a Quartararo e in parte realizzati a seguito di lottizzazioni.
La gestione degli immobili è stata affidata a una cooperativa sociale che assicurerà il servizio di accoglienza tra cui il trasporto scolastico per i minori, l’assistenza sanitaria, psicologica e legale e la mediazione linguistica culturale.
«L’iniziativa – spiega la prefetta Paola Berardino – va a incrementare la disponibilità di accoglienza di questa provincia che, attraverso i centri gestiti dalla prefettura, le strutture della Protezione civile regionale e le straordinarie manifestazioni di solidarietà dimostrate dall’intera comunità grossetana, dalla diocesi ai Comuni, dal mondo del volontariato al singolo cittadino, ospita oggi circa 1.400 profughi provenienti dall’Ucraina, di cui 600 minori.
«Oltre ad ampliare il numero degli immobili disponibili – aggiunge la prefetta – il ricorso ai beni confiscati assume un forte valore simbolico, affermando il primato della legalità e un segno tangibile di aiuto, solidarietà e accoglienza al popolo ucraino».
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