Il Tirreno

Grosseto

Grosseto

Stop ai correttivi ai bilanci. C’è l’ok della Corte dei conti

Matteo Scardigli
Stop ai correttivi ai bilanci. C’è l’ok della Corte dei conti

Il piano di rientro funziona, ma i giudici ammoniscono l’ente

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Le irregolarità contabili nel triennio 2017-2019 c’erano: non corretta definizione delle componenti dei risultati di amministrazione, disavanzi rideterminati – al 2019 – in 13.058.765, 58 euro, e infine non corretta e integrale contabilizzazione dei flussi di cassa relativi alle “entrate a specifica destinazione” (cioè le multe dell’autovelox). E la sezione regionale di controllo della giustizia tributaria, il 3 marzo, aveva dato al Comune 60 giorni per adottare correttivi.
Questo ricorda la Corte dei Conti in una decisione depositata il 23 giugno, nella quale i giudici rilevano che il Comune – nel frattempo – ha adottato provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità relative a 2017 e 2019 e prendono atto che il piano di rientro trentennale iniziato dalla giunta Bonifazi (quando il disavanzo era sui 16 milioni circa) procede meglio del previsto e non necessita di altri correttivi. I giudici si riservano inoltre di valutare anche le risultanze 2020 e 2021.
Tradotto in parole povere, il municipio viaggia sul binario giusto. Il “buco milionario” accumulato nella storia del municipio e venuto a galla nel 2015 con il passaggio alla contabilizzazione armonizzata, si va costantemente riducendo. E questo grazie al lavoro avviato dall’ex assessore al bilancio Giacomo Cerboni e proseguito dall’attuale assessora Simona Rusconi.
La relazione dell’organo di revisione certifica per il 2021 una riduzione del disavanzo a 8,8 milioni: un dimezzamento in sette esercizi (di cui cinque sotto l’assessorato di Cerboni), 2 milioni di miglioramento rispetto al 2020. Considerando quindi il piano di rientro, che obbliga al pagamento di una rata di almeno 508mila euro l’anno, il recupero è addirittura quadruplo.
In questa dimensione, però, Cerboni un paio di difetti li ha avuti; e la Corte li aveva evidenziati: la scelta di non istituire il fondo rischi per i contenziosi giudiziari (su tre di questi, in particolare, si soffermarono la lente dei giudici e il dito delle opposizioni), e soprattutto – nel 2017 – il mancato vincolo delle sanzioni per eccesso di velocità al ripianamento del disavanzo; idem nel 2018.
Questo utilizzo dei fondi comunali determinò un contraccolpo al piano di rientro intorno al milione di euro: un passo indietro su un percorso virtuoso, insomma, che non sfuggì alla Corte né al consiglio comunale tutto, trasversalmente. Di cui la comunicazione – contemporaneamente choc ed en passant – del presidente Fausto Turbanti, la conferenza stampa-fiume dello stesso Cerboni e tutta la bagarre tra alleati al governo della città.
Con quest’ultima comunicazione (“pronuncia”, in gergo tecnico) , la sezione regionale di controllo non condanna il Comune ad alcunché, tuttavia rileva che la nuova ricostruzione della cassa vincolata messa in atto dall’ente nel 2022 denota una certa difficoltà nella gestione dei flussi di cassa. I giudici vedono quindi rischi di pregiudizi per l’equilibrio e la stabilità finanziaria, e di conseguenza obbligano – questo sì – il Comune a individuare le cause delle irregolarità (sempre con riferimento al triennio 2017-2019) e ad adottare provvedimenti per ripristinare l’equilibrio nella gestione dei flussi finanziari.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani