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cronaca

Etruria Retail, avanti tutta: fattutato di 238 milioni

La società cooperativa senese con il cuore nella nostra provincia chiude con vendite per 450 milioni


20 giugno 2022 Massimiliano Frascino


GROSSETO. La media distribuzione alimentare è in salute, nonostante tutto. Lo dimostra Etruria Retail – società cooperativa senese cui afferiscono 321 negozi a insegna Carrefour (157) e La Bottega Sapori e Valori (164) – che chiude il consuntivo 2021 con un fatturato di 238 milioni e 450 milioni di euro di vendite al pubblico. Realtà imprenditoriale fra le più importanti nell’Italia centrale nel settore della media distribuzione organizzata, la società ha una struttura cooperativa alla quale fanno riferimento sia i negozi in proprietà che quelli gestiti in franchising dai soci privati. Dal punto di vista occupazionale, Etruria Retail chiude l’esercizio 2021 con oltre 200 occupati nel centro di distribuzione di Badesse. Cui vanno aggiunti quelli delle cinque società del Gruppo Etruria operanti prevalentemente nella gestione diretta di punti vendita e nel settore del food service; 700 i dipendenti diretti totali e oltre 3.000 persone considerando gli addetti alla rete di vendita con i soci e i loro dipendenti.

«I numeri da record registrati nel 2020 - afferma Graziano Costantini, direttore generale di Etruria Retail - si sono stabilizzati nel 2021. Chiudiamo un biennio segnato dalla pandemia nel quale siamo riusciti ad affrontare le difficoltà continuando a crescere, innovando e radicandoci nel territorio. Lo scorso anno abbiamo celebrato i nostri primi 60 anni nel migliore dei modi. Il futuro già iniziato con tante incognite, ci dà anche tante opportunità. Andremo avanti con responsabilità e passione per cogliere le novità dei tempi che cambiano senza perdere valori e caratteristiche che ci rendono una realtà unica».

Operativa in Toscana (228 punti vendita), Umbria (63), Lazio (24) e Liguria (6), Etruria Retail ha la propria locomotiva proprio in provincia di Grosseto, dove la rete commerciale è composta da 50 negozi, seguita da quella di Siena (46) e Arezzo (34). I negozi della rete in proprietà in Maremma sono 13 e gli altri sono dei soci aderenti alla cooperativa: 400 persone, 175 delle quali dipendenti diretti del Gruppo Etruria.

«La nostra rete di vendita – spiega Riccardo Santini, responsabile della rete diretta di Etruria Retail – è diffusa capillarmente su tutto il territorio, dai centri abitati della costa ai paesi delle colline interne, con dimensioni che vanno dai 300 ai 1500 metri quadrati. La nostra specializzazione è quella del negozio di quartiere o comunque di comunità. A Grosseto città, ad esempio, abbiamo 12 punti vendita compresi quelli nelle frazioni. Uno dei nostri punti di forza inoltre è il legame con i fornitori locali, circa 400, che in alcuni casi, come in quello dell’ortofrutta, conferiscono direttamente il prodotto ai nostri negozi, e il resto in gran parte alla piattaforma logistica di Badesse. Oltre all'ortofrutta, dei produttori locali commercializziamo anche formaggi salumi, vini, mieli, carne di maremmana e pesce dell'Agroittica di Piombino. Cui si aggiungono le 1400 referenze fornite da Carrefour grazie a un accordo di master franchising».

I competitor principali sono i negozi di Conad, Unicoop Tirreno e Lidl. Una concorrenza serrata anche in seguito alle nuove condizioni di mercato, con il rialzo dei prezzi già iniziato lo scorso anno. «Il settore – aggiunge Santini – è sotto pressione per l'esplosione dei costi di gestione, in modo particolare quelli energetici e di trasporto. Nonostante questo ci sono ancora margini di crescita anche in un mercato così competitivo».

Ma come sta andando questa prima metà del 2022. «A inizio anno – aggiunge Paolo Panti, responsabile marketing del gruppo – siamo partiti col freno a mano tirato, ma da Pasqua le vendite hanno cominciato a risalire in modo continuativo. In questa fase abbiamo addirittura una crescita a due cifre sullo stesso periodo dello scorso anno. Credo dipenda anche dal fatto che siamo diventati competitivi nei confronti di grandi supermercati e ipermercati, il cui risparmio non è più percepito dai consumatori in modo così netto rispetto al passato. I nostri prezzi e l'assortimento del paniere ponderato sono ormai considerati sullo stesso piano, ma noi abbiamo il vantaggio di operare nella logica del negozio di quartiere. Più veloce da raggiungere».


 

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