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Manciano: dopo l'ennesimo attacco, pastore scarica le pecore morte davanti al Comune
Il gesto disperato dell'allevatore Carmelo Masala: "Stavolta sono davvero alla fine"
MANCIANO. Esasperato, provato e disperato, il pastore mancianese Carmelo Masala, dopo l'ennesimo attacco al suo gregge, ha portato le pecore uccise dal predatore fino alla porta del Comune di Manciano.
Le ha scaricate a pochi passi dall'ingresso: l'ennesimo gesto di chi dopo una vita passata a fare l'allevatore adesso è alla fine della sua attività.
"Sto rischiando la mia salute - commenta distrutto Masala - non è più possibile andare avanti così. Ogni giorno subiamo attacchi. Il nostro territorio è saturo di predatori. Basta. Noi chiuderemo.Lo abbiamo minacciato tante volte, ma adesso siamo davvero alla fine".
Il sindaco Mirco Morini, l'assessora Valeria Bruni hanno subito dimostrato solidarietà a Masala. Con l'allevatore anche il presidente del caseificio di Manciano, Carlo Santarelli. "Le aziende sono allo stremo - dice - adesso è l'ora di intervenire. Gli allevatori ogni giorno vedono pecore sbranate, uccise, con le mammelle smembrate. Scusate se uso termini forti ma questo è quello che succede e le persone è bene che lo sappiano. Davvero si vuole proteggere solo il lupo e i predatori? E' giusto lasciare morire in questo modo gli animali che alleviamo?".
Masala, nei mesi scorsi, aveva portato in paese, a Manciano, alla rotatoria di ingresso al paese, altre pecore uccise. Lo aveva fatto anche in passato. "E' il gesto della disperazione - conclude l'allevatore - di chi non ne può davvero più".
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