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Orbetello, le alghe invadono la laguna. E fermano persino San Biagio

Ivana Agostini
Orbetello, le alghe invadono la laguna. E fermano persino San Biagio

Ancora una volta i primi caldi portano l’emergenza: pescatori preoccupatissimi, e giovedì percorso “tagliato” per la tradizionale processione a mare

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ORBETELLO. La processione di San Biagio fermata dalle alghe. Giovedì, in occasione delle Feste di maggio di Orbetello, il battello Remus partirà con la reliquia di San Biagio e, invece di raggiungere le peschiere di Ansedonia si fermerà in mezzo alla laguna di Levante.

Il motivo? La grande quantità di alghe presenti in laguna rischierebbe di spaccare il motore del battello che quindi, al contrario di quanto prevede la tradizione, non arriverà ad Ansedonia. Il santo, quindi, si fermerà in mezzo alla laguna e delle imbarcazioni trasporteranno le autorità da Ansedonia fino al battello: qui saliranno a bordo di Remus che poi porterà tutti alla Spiaggetta dove ad attendere il santo ci saranno i butteri e il corteo storico che scorteranno il santo, in processione, fino al Duomo di Orbetello.

Una tradizione, quindi, che sarà interrotta dalle alghe che stanno proliferando sempre di più nella laguna di Orbetello. A fare le spese della presenza delle alghe sono stati anche i partecipanti all’evento sportivo che si è appena concluso, il Branzino the challenge: tutto organizzato alla perfezione se non fosse per quelle alghe che non rendono certo facile pescare e spostarsi in kayak.

«La situazione è estremamente preoccupante – spiega il presidente dei Pescatori Pier Luigi Piro – e infatti siamo molto preoccupati. La gestione ordinaria potrebbe non bastare, visto quello che sta accadendo».

I pompaggi, quest’anno, non sono ancora iniziati. La cooperativa dei Pescatori ha partecipato, unica a farlo, al bando della Regione Toscana per la gestione della laguna di Orbetello. Al momento però non è stato ancora ufficializzato l’affidamento e la laguna continua a soffrire e le alghe ad aumentare. Pochi giorni fa si è verificato un episodio che ha fatto tremare i pescatori: un calo repentino di ossigeno in una parte della laguna. La situazione è drammatica considerando che siamo solo a maggio e le temperature non sono altissime. Cosa succederà a luglio? Ad agosto?

La preoccupazione dei pescatori è tanta perché il ricordo del 2015, nonostante siamo passati quasi sette anni è ancora fortemente impresso negli occhi e nelle menti dei pescatori e di Piro che anche all’epoca era presidente della cooperativa. In quell’anno la mancanza di ossigeno fece collassare la laguna provocando la morte di tonnellate di pesce. Un disastro economico e ambientale che ebbe ripercussioni fortissime su tutto il territorio. Piro ha più volte invocato la necessità di interventi e ha chiesto il rinnovo delle draghe che solcano la laguna muovendo le acque per la risospensione dei sedimenti, ma anche che il loro numero venga aumentato. Draghe ormai obsolete i cui pezzi di ricambio, in caso di guasti, sono diventati una vera rarità.

«Il pompaggio – aggiunge Piro – potrebbe non bastare. Le alghe adesso non possono essere raccolte. È una situazione molto complicata che non ci fa vivere tranquilli».

La Regione Toscana, contattata dal Tirreno, per capire cosa si sta facendo per la laguna di Orbetello, non ha ancora risposto. Roberto Berardi, senatore di Forza Italia e consigliere delegato alla laguna di Orbetello, cerca di rassicurare tutti annunciando che «fra una decina di giorni le pompe dovrebbero essere attivate». Un’emergenza ne che si ripete anno dopo anno senza mai una vera soluzione per una laguna che è una risorsa non solo per i pescatorie la loro attività, ma per l’intero territorio.
 

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