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Massa Marittima: Banchi dalla pellicola al digitale, venerdì si svela il maxi progetto

Michele Nannini
Massa Marittima: Banchi dalla pellicola al digitale, venerdì si svela il maxi progetto

Dalla leggendaria rovesciata di Parola alla vita quotidiana di un secolo massetano, il patrimonio di immagini del celebre fotografo sarà consegnato all’immortalità

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MASSA MARITTIMA. L’archivio fotografico di Corrado Banchi è al centro del nuovo progetto di recupero e digitalizzazione sviluppato in sinergia dall’associazione fotografica Territorio con il fotografo Carlo Bonazza, promotore dell’iniziativa, dal Comune e dal parco nazionale delle Colline Metallifere, con il contributo della fondazione Cr Firenze.

Si tratta di un patrimonio di scatti e immagini immenso, che testimoniano dal 1935 fino agli ultimi anni di vita di Banchi i momenti più importanti non solo della città del Balestro ma in generale di buona parte della Maremma, dalla fine della seconda guerra mondiale fino alla storia delle miniere passando per la vita familiare dei massetani, il lavoro, lo sport e lo sviluppo balneare di tutto il golfo di Follonica fino a Punta Ala.

Il progetto sarà presentato venerdì alle 17,30 nella sala dell’Abbondanza alla presenza del sindaco Marcello Giuntini, dell’assessora alla cultura Irene Marconi, di Lidia Bai presidentessa del parco delle Colline Metallifere, di Roberta Pieraccioli direttrice della biblioteca comunale, di Alessandra Casini direttrice del parco nazionale Colline Metallifere, di Bonazza responsabile del progetto e di Fiorenzo Bucci, giornalista che ha lavorato insieme a Banchi.

«Corrado Banchi è nato a Firenze e ha vissuto a lungo a Massa Marittima – commenta il sindaco – e per questo molte delle sue foto riguardano il nostro territorio. Recuperarle e valorizzarle è importante per la ricostruzione della memoria collettiva e della storia locale: una volta digitalizzate individueremo attraverso la biblioteca comunale le modalità corrette di fruizione. L’idea – aggiunge – è di creare un unico grande archivio digitale dove raccogliere tutto il materiale e metterlo a disposizione dell’utenza».

Banchi è stato un vero e proprio testimone diretto di oltre 50 anni di storia maremmana, potendosi definire il primo fotoreporter in senso moderno vissuto nel territorio. Attivo in diversi campi fu inviato per i quotidiani Il Tirreno e La Nazione, cineoperatore per La Settimana Incom, per il giro d’Italia (fra i primi a penare e a realizzare riprese dalla motociclette al seguito della corsa) e per la Fiorentina di cui era grandissimo tifoso

Non si perdeva mai una partita casalinga della “Viola”, sempre appostato con la macchina al collo a bordo campo; tanto che la sua foto più famosa è quella della rovesciata di Parola proprio al comunale di Firenze il 15 gennaio 1950, scattata quasi per caso da una posizione solitamente non occupata durante i servizi domenicali. Stampata in milioni di esemplari, la foto è tuttora l’icona delle figurine dei calciatori delle Edizioni Panini, e la leggenda che l’accompagna ancora si tramanda (così come la passione per le “figu”) di padre in figlio da generazioni.

Banchi collaborò anche col regista Umberto Lenzi e con gli scrittori Luciano Bianciardi e Carlo Cassola raccontando per immagini la seconda guerra mondiale (immortalò la sepoltura in una fossa comune degli 83 minatori di Niccioleta, trucidati dai nazisti nel 1944), la Resistenza, le trasformazioni del paesaggio, l’epopea delle miniere, il boom economico, l’euforia degli anni ’60 e le vicende della cronaca toscana.

«Sarà un lavoro lungo che richiederà diversi mesi – spiega Bonazza – perché le pellicole erano arrotolate le une sulle altre e conservate in scatole metalliche. Di moltissime immagini non esistono più stampe fatte dall’autore, come non ne esistono particolari informazioni sul contenuto se non brevi indicazioni sull’anno di utilizzo. Dovrà quindi essere fatto un importante lavoro di ricerca per il recupero delle informazioni oltre che di restauro digitale delle immagini».

Circa mille e 500 fotografie sono già state digitalizzate in passato, e questo progetto interessa 2mila pellicole in bianco e nero ancora non tagliate che il figlio Paolo Banchi ha consegnato all’associazione fotografica per la digitalizzazione.

Il progetto vede anche la collaborazione dell’Isgrec (l’istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea) e della Grobac (la rete grossetana delle biblioteche, degli archivi e dei centri di documentazione).

Banchi morì proprio a Massa Marittima il 24 aprile del 1999, 23 anni fa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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