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Controlli della Polizia nei “compro-oro” della provincia di Grosseto, scattano gli accertamenti sui clienti

Controlli della Polizia nei “compro-oro” della provincia di Grosseto, scattano gli accertamenti sui clienti

Tra chi aveva portato gioielli in negozio anche molte persone con dei precedenti. Gli esercenti sono risultati tutti in regola

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GROSSETO. La Polizia Amministrativa ha eseguito nelle ultime settimane numerosi controlli sulle oltre 20 attività di “compro-oro” autorizzate della provincia (di cui 8 nella città di Grosseto) che si occupano di compravendita, all'ingrosso o al dettaglio, o di permuta di oggetti preziosi usati. I controlli hanno riguardato anche possibili fenomeni di abusivismo nel settore del commercio dei preziosi.

Le verifiche non hanno accertato violazioni di carattere amministrativo, mentre fra coloro che avevano venduto preziosi figuravano soggetti con precedenti, nei confronti dei quali sono in corso ulteriori accertamenti.

L’attività svolta dai compro-oro, da sempre oggetto di particolare interesse da parte delle forze dell’ordine, è stata ulteriormente posta sotto attenzione dal personale della questura, nell’attuale periodo di difficoltà economiche, proprio per il pericolo che il momento di fragilità delle imprese e delle famiglie potesse favorire il rischio di illegalità e – più in generale – speculazioni. Infatti, a questi esercizi commerciali potrebbero rivolgersi quanti sono costretti a vendere oggetti preziosi di famiglia per far fronte alle ordinarie esigenze. La questura ricorda inoltre che non è raro che malviventi tentino di “monetizzare” il provento di furti cedendo la refurtiva a queste attività economiche.

Per svolgere la professione di compro-oro bisogna dotare il locale di specifici dispositivi di protezione passiva e attiva che garantiscano la sicurezza dei lavoratori e della clientela. L’idoneità viene attestata dopo un sopralluogo da parte di personale specialistico e le misure di sicurezza sono elencate nel provvedimento autorizzatorio del questore. Inoltre, occorre rispettare un rigido protocollo procedurale e normativo con lo scopo di regolare l’attività degli operatori compro-oro, mediante la tracciabilità della compravendita e della permuta degli oggetti preziosi.

L’esercizio dell’attività di compro-oro è dal 2018 riservata agli operatori iscritti nell'apposito registro degli operatori istituito presso l’Oam (l'organismo degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi). La finalità è di rendere tempestivamente disponibile a tutte le forze di polizia i dati e le informazioni riguardanti ogni singolo operatore compro-oro e farne così un censimento stabile per numero e tipologia, con lo scopo di contrastare le attività criminali riconducibili alle attività di compravendita di oro e oggetti preziosi non praticate da operatori professionali.

L’iscrizione al registro è subordinata al possesso della licenza rilasciata sempre dal questore. Chiunque esercita un’attività di compro-oro, che sia il titolare o un collaboratore, oltre a possedere requisiti di buona condotta, non deve infatti avere precedenti di polizia. La polizia amministrativa ha quindi riscontrato, durante le verifiche, che le attività fossero effettivamente condotte dal titolare della licenza o dal rappresentante e non da semplici prestanome.

Per appurare eventuali manomissioni degli strumenti di peso nel corso delle ispezioni presso i negozi di compro-oro, gli agenti hanno portato con sé oggetti già pesati. Ulteriori verfiche sono state eseguite sulla presenza e regolare tenuta del registro delle operazioni giornaliere e la corretta trascrizione dei vari acquisti.

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