Un corteo di agenti scorta la bara di Dori anima pura e gentile
La Municipale in moto accompagna il feretro del collega «Gentiluomo d’altri tempi, mancherai a tutti noi»
GROSSETO. Un corteo di moto con gli agenti della polizia municipale ha scortato ieri la bara di Fabio Dori, l’ex agente morto a 62 anni per una grave malattia, dall’obitorio fino al cimitero di Sterpeto dove circa 200 persone hanno preso parte al funerale.
La salma è partita a bordo del carro funebre dal Misericordia poco prima delle 15, accompagnata da 8 agenti della polizia locale, colleghi e amici di Dori. Il feretro è stato quindi portato a spalla e adagiato fuori dalla chiesa dove il parroco da don Mirko Scoccati, per precauzioni legate al Covid, ha celebrato le esequie. Nato il 20 febbraio del 1960, Dori lascia la moglie Daniela Bello oltre che i figli Giada e Giacomo, ma anche tanti colleghi legati a lui da un affetto sincero. Erano presenti tanti ex agenti ora in pensione e personale del Comune proveniente da altri settori.
Cinzia Massetti, una collega che con Dori ha lavorato tanti anni, ha letto un pensiero. «Siamo davvero in tanti oggi in quest’occasione, tanti tuoi colleghi e tante altre persone, riuniti per salutarti e dedicarti pensieri sinceri. Solo il fatto di vedere così tanta gente dà la misura di quello che tu lasci nei nostri cuori. Fabio, l’eterno ragazzo, stessa fisionomia di sempre perché il tempo su di te sembra non essere mai passato. Fabio, anima gentile, anima educata, mai fuori dalle righe e con un grandissimo rispetto che hai sempre avuto per tutti noi, gentiluomo di altri tempi e perla rara. Fabio, persona sorridente, sempre pronta allo scherzo e a fare battute simpatiche e mai volgari, mai irriverenti ma caratterizzate da un sano umorismo e da finezze che non sono molto comuni nell’essere umano. Sei sempre stato autoironico e anche per questo ci facevi divertire e ridere. Soprattutto noi del reparto quartieri, del quale ultimamente facevi parte, abbiamo avuto l’opportunità e l’onore di poterti conoscere meglio ed apprezzare il tuo carattere e la tua sensibilità di fronte ai problemi che ognuno di noi poteva avere. La tua grande professionalità sul lavoro l’hai sempre dimostrata, sei sempre stato considerato il “guru” del commercio e tanti di noi si rivolgevano a te, che con disponibilità e alta competenza dissolvevi tutti i nostri dubbi. Ci mancherai». Un altro collega, Romano Alpini, ha suonato “Il silenzio” con la tromba. Per dire addio a un grande amico e collega.
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