Il Tirreno

Grosseto

a maggio sarà sciopero 

Lavoratori di Poste sul piede di guerra «Stanchi di subire»

Lavoratori di Poste sul piede di guerra «Stanchi di subire»

L’azienda capitalizza sulla pandemia ma taglia i dipendenti «In provincia il 16% del personale è a tempo determinato»

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Dal 14 marzo la Slc Cgil Toscana ha aperto il conflitto di lavoro con l’azienda per tutelare anche i quasi 600 dipendenti della provincia, invitandoli ad aderire allo sciopero degli straordinari e delle prestazioni aggiuntive.

Una protesta che arriva dopo mesi di tensione e tentativi di interloquire con la direzione aziendale per affrontare i problemi del sottodimensionamento del personale, del ricorso sistematico al lavoro precario e dell’incremento esponenziale dei prodotti venduti allo sportello.

Una situazione che – evidenzia il sindacato – peggiora senza che l’azienda dimostri volontà di affrontare, motivo per cui per il 23 maggio e stato indetto uno sciopero generale che coinvolgerà tutto il personale della Toscana.

«Siamo stanchi di subire sulla nostra pelle – spiega Roberta Gianninoni, segretaria provinciale Slc Cgil – scelte aziendali che sovraccaricano di lavoro i dipendenti, mettendoli allo stesso tempo a rischio nella loro sicurezza personale. Come sempre più spesso avviene agli sportelli, dove crescono le reazioni violente degli utenti, esasperati dalla carenza dei servizi e dalla lunghezza delle attese causate dalla mancanza di addetti alla sportelleria».

«Poste Italiane – aggiunge Gianninoni – nel 2021 ha chiuso il proprio bilancio con 1,6 miliardi di utile netto, in crescita del 31% sul 2020. Nei due anni di pandemia la società ha continuato a crescere capitalizzando l’impennata di richieste di servizi postali, specialmente la consegna dei pacchi, conseguente alla riduzione della mobilità delle persone. Nello stesso periodo – continua – sono enormemente cresciuti i prodotti venduti agli sportelli: contratti per la fornitura di fibra o per le polizze Rc-auto. E quest’anno Poste Italiane entrerà anche nel mercato luce e gas con propri prodotti».

Un incremento enorme di lavoro, che richiede aggiornamento continuo del personale, senza un incremento di addetti né adeguata formazione.

Il sindacato rileva che nel quinquennio 2016-2021, gli organici degli uffici toscani sono diminuiti di 690 unità (-15,8%), nella logistica altre 890 (-24,9%). Anche rispetto ai fabbisogni di personale calcolati dalla stessa azienda, a febbraio di quest’anno mancavano almeno 125 sportellisti, e da gennaio 2020 a gennaio 2022 si sono persi 216 addetti.

A Grosseto provincia, secondo Poste Italiane, nelle filiali mancherebbero 13,5 unità, mentre in due anni sono venuti 10 portalettere. E così il 16% del personale totale è a tempo determinato.

«Slc Cgil – aggiunge ancora Gianninoni – è consapevole che non tutti i pensionati possano essere sostituiti da nuovi assunti. Ma è evidente che il problema del sottodimensionamento e l’incremento dei servizi allo sportello e delle consegne, non possono più essere gestiti con le modalità attuali».

Le aggressioni al personale, come è successo alla sede centrale di Grosseto o all’ufficio postale di Massa Marittima, sarebbero figlie di questa situazione. Il tema della sicurezza deve essere quindi interesse precipuo dell’azienda e delle istituzioni.

«Non possiamo fruire dei diritti contrattualmente garantiti, perché le ferie vengono pianificate dalla direzione solo sulla base delle esigenze aziendali – continua la segretaria – ed è impossibile ottenere il riconoscimento del part-time, penalizzando prevalentemente il personale femminile che costituisce la maggioranza dei dipendenti. Gli stessi portalettere, oberati di carichi di lavoro che crescono esponenzialmente, sono perlopiù lavoratori a tempo determinato e concludono la loro esperienza quando cominciano a conoscere le zone di consegna, per essere sostituiti da altri lavoratori a tempo determinato. Va preso di petto anche il problema del personale di sportello nelle zone marginali, uffici che aprono con orari ridotti a causa del deficit di personale, che impiega metà dell’orario negli spostamenti per raggiungere le diverse destinazioni».

L’astensione da straordinari e prestazioni aggiuntive continuerà fino al 27 maggio, e il 23 ci sarà sciopero generale. «Non basta investire in nuovi servizi informatici, se contemporaneamente non si valorizzano e motivano le risorse umane. Che rimangono il vero punto di forza di Poste Italiane», conclude Gianninoni.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web