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«Attento, ti do fuoco»: meccanico sotto accusa per minacce a un giovane

Pierluigi Sposato
«Attento, ti do fuoco»: meccanico sotto accusa per minacce a un giovane

Uomo sotto processo: avrebbe ferito un 26enne sospettato di violenza sessuale, che lo ha querelato

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GROSSETO. Lei aveva raccontato a un amico di suo padre di essere stata violentata. Questi aveva affrontato l’autore della violenza (poi assolto, pochi mesi fa, insieme a un altro imputato) e lo avrebbe ferito alla testa, dopo che il cancello che aveva preso a calci aveva colpito il giovane uomo alla testa. Quest’ultimo, che sarebbe stato anche minacciato pesantemente («Io ti ammazzo, io ti do fuoco»), aveva presentato querela. E solo quando questa era stata presentata, era stato aperto il fascicolo per la violenza: erano stati sentiti tutti gli amici della comitiva della ragazza, erano stati ricostruiti i tempi e gli spostamenti e infine era stato avviato il procedimento.

Il 26 aprile si è tenuto davanti al giudice Adolfo Di Zenzo il processo per lesioni e minacce che vede imputato un meccanico poco più che cinquantenne, abitante nello stesso centro del giovane uomo. Sarebbe stato lui, secondo l’accusa formulata dal pm Giovanni De Marco (in aula il viceprocuratore onorario Alessandro Bonasera) ad aver colpito il 26enne, costituitosi parte civile con l’avvocato Domenico Finamore (che già l’aveva assistito nel processo per la violenza – la Procura ha presentato appello contro l’assoluzione dei due imputati). L’imputato è invece assistito dall’avvocata Francesca Carnicelli, che si era costituita parte civile per la ragazza nel processo per la violenza sessuale.

In aula dei fatti avvenuti il 30 maggio 2020 ha parlato il giovane uomo. Ha spiegato che la discussione era iniziata al bar, poi i due erano usciti, la discussione era continuata nella proprietà del meccanico dopo che questi aveva scavalcato la recinzione e il giovane era rimasto dall’altra parte. «Lui ha tirato un colpo al cancello e il cancello mi ha colpito», ha detto. Un trauma cranico con una ferita lacerofrontale giudicato guaribile in sette giorni. E le minacce? L’imputato avrebbe minacciato di dargli fuoco dopo aver afferrato una tanica.

Si è parlato, e non poteva essere diversamente, anche degli episodi relativi alla violenza di cui si parlava in paese (che sarebbe avvenuta pochi giorni prima dell’aggressione contestata). Questioni di cui il testimone, poi invitato dal giudice a tenere un comportamento corretto, avrebbe preferito non parlare. L’avvocata Carnicelli ha notato qualche contraddizione tra la volontà di sminuire l’episodio dell’aggressione con il fatto che poi il giovane uomo aveva presentato querela.

Il giudice ha aggiornato l’udienza alla metà di luglio.

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