È nato il primo pulcino di falco pescatore
L’uovo si è schiuso nella riserva della Diaccia Botrona Il “lieto evento” immortalato dalla telecamera sul nido
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. La fresca giornata di ieri è stata riscaldata dalla nascita del primo pulcino di falco pescatore. L’uovo si è schiuso ieri mattina nella riserva naturale Diaccia Botrona a Castiglione della Pescaia. Si tratta del primo falchetto nato nel 2022 in tutta Italia.
I genitori sono Geronimo e Pocahontas, che sono stati anche la prima coppia ad aver depositato le uova. Quattro in totale. Ieri si è schiuso il primo, per ora si può solo sperare che i suoi fratelli seguano il suo bell’esempio. «Il falco pescatore depone le uova in maniera asincrona, a distanza di qualche giorno l’uno dall’altro – spiega Vincenzo Rizzo Pinna, che segue il progetto del falco pescatore e ha assistito alla schiusa grazie alla telecamera posta sul nido – Per questo non si schiudono tutte insieme». La cova dura tra i 41 e i 42 giorni. Nei prossimi giorni potrebbero esserci altri tre pulcini. Per ora il piccolo, che non ha ancora un nome, è al centro delle attenzioni di mamma Pocahontas e babbo Geronimo. Per ora è privo di piumaggio ed esposto agli sbalzi termici. Dato che la femmina di falco deve continuare la cova finché non si saranno schiuse le altre tre uova, il neonato falchetto continua a rimanere tra i fratelli, beneficiando del calore della mamma. I primi giorni sono i più delicati. Il piccolo principe dei cieli della Diaccia Botrona mangia poco, per ora. Geronimo porta il pesce al nido e la femmina di falco pescatore imbecca qualche piccolo boccone al falchetto. Con il passare dei giorni inizierà a mangiare sempre di più e più spesso. Cominceranno a crescere le prime soffici piume bianche e poi comparirà il piumaggio da adulti, bianco e marrone.
Anche nella laguna di Orbetello sembra che un pulcino abbia visto la luce ieri pomeriggio. Si tratterebbe di una delle uova della coppia formata da Mora e Orbetello. Resta da capire quale sarà la sorte delle uova di Primo e Lavinia, nel nido Centrale alla Diaccia Botrona. La scorsa settimana, infatti, il nido è stato abbandonato per mezz’ora dai due falchi. Quattro persone hanno ignorato i segnali di divieto e si sono avvicinati troppo al nido, facendo sentire in pericolo i due rapaci. Le uova devono sempre rimanere al caldo durante la cova e si teme per le loro sorti, essendo rimaste incustodite per decine di minuti. Il termine dovrebbe essere intorno a metà maggio. Il falco pescatore, specie in via d’estinzione, ha nidificato per la prima volta in Italia nel 2011 (non succedeva da 42 anni) grazie al Progetto nato da una collaborazione tra il Parco Regionale della Maremma e Il Parco della Corsica.
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