Il Tirreno

Grosseto

Tania Barbi alla guida del Coeso. Ospedali di comunità il primo step

Maurizio Caldarelli
Tania Barbi e Marcello Giuntini (FOTOAGENZIA BF)
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Tania Barbi e Marcello Giuntini (FOTOAGENZIA BF)

Si è insediata la nuova direttrice. «Ci aspettano tante sfide a partire da Villa Pizzetti e via Don Minzoni»

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GROSSETO. «Ci attendono una serie di sfide. Sono quasi spaventata, ma so di poter contare su una grande squadra».

Si è presentata così Tania Barbi, la nuova direttrice del Coeso Società della Salute. L’ex direttrice infermieristica dell’area provinciale grossetana è apparsa motivata e consapevole di dover proseguire un lavoro importante, portato avanti per ventidue anni da Fabrizio Boldrini.

«Ho selezionato la dottoressa Barbi tra le varie aspiranti – sottolinea il presidente del Coeso Sds Marcello Giuntini – perché è una persona competente, che è dentro le questioni Asl-Coeso, una sinergia che si è rafforzata nel periodo della pandemia. Il Coeso, nato con Fabrizio Boldrini – aggiunge Giuntini – ha chiuso una fase e ne apre un’altra facendo tesoro di un patrimonio di conoscenze diffuso, grazie a professionisti che hanno dato vita a una squadra motivata con la quale mi sono trovato bene in questo anno e mezzo di esperienza. Stiamo facendo un percorso, con nuove mete da raggiungere. Abbiamo un grosso lavoro da portare avanti in materia di governance: desideriamo dare una maggiore attenzione ai territori periferici, avvicinandoli sempre più al centro, anche attraverso nuovi strumenti da mettere in campo con la modifica dello statuto e del regolamento di funzionamento, perché fondamentale che tutti i territori siano adeguatamente coinvolti nelle scelte di del territorio e per far sì che servizi rispondano ai bisogni concreti delle diverse comunità territoriali. Continueremo il percorso di omogenizzazione delle prestazioni in tutta l’area sociosanitaria, con l’aumento delle quote pro capite erogate dai comuni delle Colline Metallifere e dell’Amiata e quindi anche dei servizi offerti. Non ci sarà insomma solo la sfida Pnrr, con la realizzazione di nuovi ospedali di comunità, ma anche una nuova sanità territoriale».

Quale eredità lascia Boldrini?

«Innanzitutto una grande credibilità, poi una squadra che sa progettare e una struttura importante che viene studiata a livello regionale».

Tania Barbi, come prevede la legge regionale, sarà alla direzione della Società della Salute e del distretto socio-sanitario e quindi avrà un duplice ruolo: provvedere al lavoro sui servizi sociali e organizzare la sanità territoriale in un’ottica di ancora maggiore integrazione.

«Dovrò fare i conti con la grande sfida del Pnrr – spiega la nuova direttrice – ma anche con le reti di prossimità per avvicinarsi sempre di più agli utenti. In queste prime settimane, oltre a portare avanti il lavoro ordinario, necessario per la definizione di una serie di documenti di programmazione o per la progettazione legata al Pnrr, sarà fondamentale occuparsi di analisi e organizzazione. La Sds Amiata grossetana, Colline Metallifere e Grossetana è la più estesa della regione e risponde ai bisogni di 170.000 cittadini; è importante che il sistema per la produzione di servizi e prestazioni sia messo a punto al meglio delle sue potenzialità».

Qual è la sfida che più la preoccupa? «Sulla progettazione – risponde la dottoressa Barbi – non partiamo da zero, abbiamo chiari obiettivi e tempi da rispettare. La prima sfida sono gli ospedali di comunità e la loro organizzazione. Quello di Villa Pizzetti darà meno problemi, perché è già vuoto. Per quello di via Don Minzoni dovremo trovare delle soluzioni: la struttura garantisce servizi al cittadino che si presenta in centro a piedi. Prima di svuotarlo serviranno della alternative».

Il presidente Giuntini ha chiuso con i progetti legati al sociale: «Elisabetta Mori, responsabile dell’unità funzionale servizi socio assistenziali e socio educativi, e Lorenzo Baragatti hanno portato avanti un bando insieme a SdS Siena e Valdelsa per interventi di 600.000 euro per una struttura a Roccalbegna per il recupero di persone momentaneamente non autosufficienti. In programma anche due piccoli interventi al Falusi, a Gavorrano e Massa Marittima. Con Boldrini avevamo dato il via al percorso per la realizzazione di un polo del sociale alla 167 ovest di Follonica», chiude Giuntini.

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