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Maremma, c’è un piano anti-rave, massima allerta Il questore: «Segnalate i casi sospetti»

Elisabetta Giorgi
Maremma, c’è un piano anti-rave, massima allerta Il questore: «Segnalate i casi sospetti»

Dopo la mega festa abusiva neutralizzata a Cinigiano, scattano accertamenti anche su un raduno a Casale di Pari

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CASALE DI PARI. Tra sabato e domenica scorsi la forze dell’ordine annientano sul nascere un rave party nella macchia di Poggi del sasso (comune di Cinigiano). Passa qualche giorno e venerdì verso le 19 l’allerta sale di nuovo per un’altra festa illegale. Stavolta siamo a Civitella Paganico, in una collina in zona Greppoli, a neanche 20 chilometri in linea d’aria dall’altro comune. Auto e camper sono visti affluire verso una stradina sterrata sopra la galleria di Casale di Pari. Il territorio è defilato, in zona monta l’allarme e i carabinieri scattano. Da subito la situazione è ben presidiata per neutralizzare qualsiasi ipotesi di mega party clandestino che possa uscire dal controllo facendo deflagrare una situazione di non ritorno, ma per fortuna stavolta il fenomeno è lieve.

Qui non si tratta di un rave party ma di un “raduno” di giovani, arrivati a bordo di auto e poche roulotte per campeggiare in mezzo alla natura. Niente musica techno, niente casse e niente palchi da montare – come succede nei rave – per dar fondo a nottate da sballo alimentate da droga, con migliaia di persone. All’arrivo dei carabinieri i presenti – poche decine – si mostrano tranquilli spiegando di aver messo in piedi quello che chiamano un “rainbow party”. Hanno parcheggiato le auto, molte delle quali scalcinate, in una stradina e in un piccolo spiazzo per tuffarsi nella macchia. Strimpellano, mangiano e abbracciano la natura. Pare che preghino anche il sole. Sono tipi “alternativi”, innocui: muniti di chitarre e flauti bivaccano. Alcuni arrivano dalla Francia. E insomma: non è un rave e loro non stanno imbastendo nulla di realmente pericoloso.

La memoria corre però al 25 aprile 2011, quando fu organizzato un rave a Sorano e un carabiniere perse la vita in una violenta aggressione. Ad agosto del 2021, neppure un anno fa, fu organizzato un gigantesco rave party al confine tra Lazio e Toscana nell’area del lago di Mezzano dove fu trovato il corpo senza vita di un 24enne. Insomma: la cronaca fa tenere alta la guardia.

Anche la sindaca di Civitella Paganico, Alessandra Biondi, si è mossa bene. «Nell’ultimo periodo – spiega – non avevamo avuto situazioni particolari da segnalare, certo è che dopo l’episodio di Poggi del Sasso abbiamo potenziato i controlli sul territorio, per capire in anticipo i movimenti e non trovare occupazioni improprie che diventassero difficili da gestire. Abbiamo potenziato i controlli nei limiti delle risorse che l’amministrazione ha, per essere preparati dal punto di vista del rischio». Venerdì 15, la sindaca ha anche firmato un’ordinanza antibivacco.

Del resto la Maremma e il suo territorio si prestano a fenomeni di questo tipo. «Siamo terra di campagna, ricca di macchia dove annidarsi», dice. Terra spesso poco antropizzata. Facile nascondiglio per eventi clandestini. E di più, spiega Biondi, «anche bella e affascinante. La vendiamo come prodotto turistico importante», certo può esercitare anche un fascino per questo tipo di situazioni. Raduni e rave.

Per il questore, Antonio Mannoni, il tema è di primaria importanza. «Da un mese e mezzo abbiamo predisposto un piano operativo di intervento anti-rave immediato», dice. Un protocollo che coinvolge tutte le forze dell’ordine del territorio, inclusi i sindaci che «sanno dove andare a sbloccare e intercettare le auto che vogliano confluire nei rave». Per quanto riguarda Pari, Mannoni conferma che non si è trattato di un rave «ma in ogni caso siamo pronti a far scattare il nostro piano» perché prioritaria è la tempestività con cui si interviene per «congelare situazioni, evitare che altri componenti si aggiungano e sgomberare la zona». Su questo fronte il questore chiede collaborazione alla cittadinanza. «È gradita qualsiasi segnalazione su eventi, arrivi, concentrazioni di persone – dice – sia attraverso il numero unico 112 che direttamente in Questura, così da farci procedere con le nostre verifiche. Parola d’ordine è prevenzione», nella convinzione che sia preferibile «operare interventi da cui non scaturisce alcun rave rispetto a interventi già sfuggiti di mano». Per questo «abbiamo bisogno del contributo di tutti: gli occhi dei cittadini sono i nostri occhi sul territorio». Importante infine il monitoraggio operato dalla polizia postale che, sempre a fini preventivi, segue i canali web e social, potenziali veicoli di trasmissione di dati che potrebbero alimentare i rave.

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