Italia
«Amareggiati, ma noi rimaniamo qui»
Il presidente Di Matteo conferma il progetto per la società calcistica. E annuncia che farà domanda di ripescaggio
GROSSETO. Povero Grifone, hai perduto la categoria. Parafrasando il titolo di una vecchia canzone di una trentina d’anni fa e oggi diventata un tormentone, in maniera poetica possiamo provare a immaginare una situazione che di poetico invece non ha proprio un bel niente. Così, per provare a capire cosa sarà nel prossimo futuro della squadra e della società biancorossa, tocca all’attuale presidente, Nicola Di Matteo, provare a spiegare e possibilmente consolare il popolo biancorosso che fino all’ultimo ha sperato in un miracolo sportivo, svanito nella scialba prestazione con la Lucchese.
«Mai avrei pensato che sarebbe andata a finire così – spiega appunto Di Matteo – Quando ho preso questa società ho messo tutto quello che potevo per cercare di fare il meglio possibile. In primis, abbiamo messo a posto i conti del Grosseto che oggi è una società sana e proprio per questo quando sarà il momento faremo domanda di ripescaggio, perché i parametri oggi necessari ci danno grandi speranze di potercela fare. Certamente, è evidente che qualche errore tecnico lo abbiamo fatto, soprattutto nel mercato di riparazione in cui avremmo dovuto prendere almeno un paio di giocatori esperti di categoria. Ma credetemi, noi eravamo certi di aver allestito una squadra in grado comunque di raggiungere la salvezza».
Perché non è accaduto?
«Come ho detto, prima abbiamo pensato a mettere a posto i conti della società».
Per cui possiamo dire che Nicola Di Matteo e i suoi soci andranno avanti?
«Assolutamente sì, qual che sia la categoria. Oggi siamo molto amareggiati, ma anche se non dovesse esserci il ripescaggio, vorrà dire che allestiremo una squadra di serie D in grado di poter lottare per tornare subito in Lega Pro. Abbiamo investito in questo progetto e sarebbe assurdo lasciare oggi. Per il resto posso solo dire che mi assumo le mie responsabilità per questo triste risultato sportivo che ripeto, mai avrei pensato che potesse arrivare».
Una retrocessione culminata con la contestazione della Curva Nord proprio nei suoi confronti, questo l’amareggia?
«Sinceramente no. Il calcio è questo e capisco i tifosi che sono arrabbiati, però voglio dire loro che abbiamo comunque salvato i bilanci della società e a gennaio eravamo convinti di mantenere la categoria anche così. Dopo di che, capisco anche che ai tifosi importa poco dei bilanci, ma che guardano prima di tutto ai risultati della squadra. Da questo punto di vista abbiamo fatto male e quindi è normale che possano contestare. Piuttosto mi spiace per le offese personali, quelle sì fanno male, perché sono indice di maleducazione, anche se negli stadi si sente spesso anche di peggio. Accettiamo le contestazioni, ma le offese ripeto, non sono belle. Voglio però sottolineare che non ci sono soltanto tifosi arrabbiati con noi, ma anche tifosi del Grosseto che ci invitano a andare avanti e credetemi non sono in pochi e questo comunque fa piacere, perché chi ci è stato vicino in questi mesi ha visto il nostro impegno concreto per cercare di arrivare alla salvezza».
Adesso l’inutile trasferta di Olbia dopo la sosta pasquale e poi?
«Poi organizzeremo una conferenza stampa o comunque un incontro per spiegare ai tifosi e alla città come intendiamo andare avanti».
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