Italia
Asl Tse verso il “D’Urso bis”. Il monito dei medici Anaao
«L’azienda dovrà “risparmiare” 38 milioni per sanare il disastroso bilancio». Camici bianchi preoccupati per le carenze di personale e la tenuta dei servizi
GROSSETO. Non si sbilancia sulla propria riconferma Antonio D’Urso, direttore generale di Asl Toscana sud est, secondo l’antico adagio che invita a “non cantare mai vittoria prima del tempo”.
Il suo contratto come dg sarebbe dovuto scadere il 21 marzo scorso. A fine febbraio, però, il presidente della regione Toscana Eugenio Giani ha firmato un decreto con il quale lo ha prorogato per altri 60 giorni: vale a dire fino a questo 20 maggio.
La riconferma definitiva di D’Urso è già nell’aria, ma ancora non è certa. Durante una riunione, tenutasi qualche giorno fa tra Giani e i direttori generali delle aziende sanitarie toscane, il suo nome di è stato inserito ai vertici della lista dei papabili per rivestire, per tre anni, il ruolo di dg; sempre per l’area sud est (che comprende Grosseto, Arezzo e Siena).
Ma per avere l’ufficialità bisognerà aspettare l’ok da parte della Commissione sanità e quello della conferenza dei sindaci. L’ultima parola, comunque, spetterà sempre a Giani.
Ma se la nomina definitiva non c’è, non manca chi la “anticipa”.
La segreteria aziendale di Anaao Toscana, l’associazione medici dirigenti, lancia infatti un «monito dopo la riconferma del direttore generale», mettendogli sul tavolo problematiche da affrontare nei prossimi anni.
In ogni caso, a prescindere da chi siederà sulla poltrona, a preoccupare Anaao è in primis la situazione economica dell’Asl regionale.
«L’azienda dovrà affrontare un grosso ostacolo, dovendo “risparmiare” 38 milioni di euro per sanare il disastroso bilancio regionale», premette la segreteria, che poi aggiunge: «Ciò impone di valutare le priorità, fare scelte difficili, essere realisti sulle risorse effettivamente disponibili, operare con trasparenza, coinvolgendo attivamente tutte le componenti aziendali, compresi i rappresentanti sindacali dei dipendenti. Investire in una governance partecipativa – riassume – appare la via migliore. Se non obbligata».
L’unione fa la forza, insomma. E Anaao continua: «Ci sono questioni che non possono più essere rimandate. I regolamenti operativi in tutta la “mega-azienda” devono essere resi omogenei; un percorso che, dopo sei anni, non si è ancora concluso».
La “mega-azienda”, infatti, è nata dall’unione delle Asl delle province di Grosseto, Arezzo e Siena all’inizio del 2016.
«E ancora non sono state attivate alcune parti del contratto della dirigenza», continua la segreteria. Ma non solo.
L’associazione si dice molto preoccupata anche per la carenza di professionisti, il che sembrerebbe poter mettere a rischio il mantenimento di alcuni importanti servizi del 118. Senza dimenticare i reparti che gli operatori sanitari, in questa pandemia, tengono aperti “con i denti” tra mille problemi e difficoltà.
E anche la libera professione dovrà essere protagonista di «scelte coraggiose e innovative prese dall’azienda: bisogna abbandonare i pregiudizi – prosegue la segreteria – ancora presenti in Toscana a causa di regolamenti arretrati, costi non sempre ragionevoli e strumenti inadeguati. Questo potrebbe non solo demotivare i professionisti, ma anche portarli a trasferirsi altrove».
E infine una rivendicazione: «La pandemia ha messo a dura prova un sistema già complesso, ma l’azienda è comunque riuscita a reggere l’onda d’urto». E questo ha portato, secondo Anaao, al raggiungimento di «risultati tra i migliori della Regione».
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